Arresti a Miano. Una parte del quartiere festeggia: champagne in strada e sfottò ai nemici

La scure delle forze dell’ordine che ieri notte hanno di fatto posto la parola fine all’interregno di quelli di ‘Abbasc Miano’ (riuniti nella sigla Balzano-D’Errico-Scarpellini) ha sicuramente rallegrato quei giovani ras che non avevano aderito al neonato gruppo o che se ne erano distaccati. Tra questi soprattutto appartenenti ai Cifrone e ai Perfetto che ieri, secondo alcune informative delle forze dell’ordine, sarebbero scesi in strada a festeggiare le recenti incarcerazioni. E’ quanto avvenuto alla II traversa di via Janfolla indicata come roccaforte di quelli della ‘Miano di sopra’, ossia quei gruppi postisi in contrasto con i primi.

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Una verità che nel quartiere circolava da tempo e che ieri, con il maxi blitz contro quelli di ‘Abbasc Miano’ ha trovato conferma: Stefano Bocchetti potrebbe essere stato ucciso come ‘risposta’ al raid incendiario che lo stesso settembre interessò l’abitazione di Luigi Cifrone, ras che da vico Cotugno proprio a causa dei contrasti con i Balzano-D’Errico-Scarpellini si era trasferito nella parte alta del quartiere (II traversa di via Janfolla).

Un retroscena chiarito fin dalle prime pagine dell’ordinanza di custodia cautelare riguardante 35 soggetti ritenuti vicini al nuovo gruppo che voleva ereditare il potere dei Lo Russo. Dall’inchiesta, coordinata dai pubblici ministeri della Dda di Napoli Enrica Parascandolo e Alessandra Converso, è emersa l’appartenenza al gruppo di Stefano Bocchetti detto ‘Mnill’, ucciso in via Valente il 23 dicembre: la procura ne aveva chiesto l’arresto in carcere. Bocchetti, nello specifico, avrebbe fatto parte del gruppo di fuoco del gruppo guidato da Matteo Balzano, Salvatore Scarpellini e dal reggente Gianluca D’Errico ma anche da Giovanni Scarpellini e da Giovanni Borriellosarebbero stati loro a partecipare in prima persona al raid incendiario contro l’abitazione di Luigi Cifrone, particolare già anticipato da Internapoli.