Arzano, demolita la mega villa di lusso con piscina e idromassaggio: era di un soggetto vicino agli Amato Pagano

Sono proseguite questa mattina le operazioni di abbattimento delle costruzioni abusive nella roccaforte del clan nel rione 167 di Arzano.

Gli interventi di questa mattina si sono concentrati proprio sulla villa. Un soggetto considerato vicino agli “Amato Pagano” della vicina Secondigliano aveva realizzato in un porticato un’abitazione di lusso. All’interno sono stati trovati un televisore gigante, vasca idromassaggio, grate blindate in ferro e perfino un giardino esotico. Circa 50 uomini sono stati impiegati per buttare giù le costruzioni risalenti a oltre 30 anni fa.

Il blitz di ieri mattina nel rione 167

All’alba, sono intervenuti oltre 50 uomini tra agenti della polizia di stato, carabinieri, agenti della polizia locale, che hanno dato ausilio a vigili del fuoco, operai della ditta edile, croce Rossa, assistenti sociali, Enel. Iniziate le operazioni di demolizione con un vero e proprio assalto al fortino per ripristinare la legalità dove spesso la “sentinella” di turno è presente per riportare ciò che succede nel rione. Abbattute case, demolite grate di ferro, liberati i terrazzi e tolti on cancello presso l’abitazione del boss Cristiano .

Gli abusi nel rione 167

Tutto parte dal lontano 1982 dove alcune famiglie avevano realizzato delle vere e proprie abitazioni occupando spazi comunali, tra cui porticati e terrazzi, con residenze in stile “Gomorra” sottraendole alla “brava” gente.

Gli accertamenti per le case occupate. Il ruolo della polizia locale, oltre 15 i denunciati . Evasi canoni per 250mila euro.

La Commissione straordinaria aveva chiesto un elenco occupanti all’ACER, istituto le case popolari, prontamente pervenuto alla polizia locale che nel dicembre scorso, data di insediamento del neo dirigente dei caschi bianchi, colonnello Biagio Chiariello , aveva avviato una vera e propria attività d’indagine che portò al censimento e denuncia di oltre 15 soggetti per occupazioni abusive abitazioni e abusi edilizi, tra cui parenti stretti di pregiudicati affiliati al clan locale, accertati oltre 250mila euro di canoni mai pagati dal 1982, furti di energia elettrica, terrazzi chiusi per evitare il “blitz” a sorpresa . Una corposa informativa inviata all’Antimafia a rilevare i profili dei soggetti particolari. Non sono mancati incomprensioni e agitazioni nel rione.

Mesi fa una lettera di minacce pervenuta alla casa comunale diretta al commissario Gabriella D’Orso, al comandante della polizia locale Biagio Chiariello e al segretario generale Rosalba Ambrosino : “Giù le mani dalla 167, recitava”. Ma le demolizioni sono andate avanti.

Gli interventi nel rione 167

L’azione delle forze dell’ordine non si è mai fermata.

I militari della Tendenza Carabinieri di Arzano e della Compagnia di Casoria, coordinati dal Maggiore Diego Miggiano, hanno effettuato ripetuti blitz con sequestri e denunce di diversi soggetti per detenzione di armi e droga attenzionando gli affiliati del clan locale per diversi anni con altrettanti arresti e perquisizioni attuando un vero e proprio “fiato sul collo” e portando a termine le diverse operazioni.

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