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giovedì, Maggio 19, 2022
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Attacco ai simboli di legalità, le nuove leve dei Casalesi sfidano lo Stato


Era il 2008 quando fu confiscata la villa Dante Apicella, esponente di spicco dei Casalesi. La struttura, situata al Corso Umberto di Casal di Principe, è diventata la sede del Commissariato. Un vero e proprio presidio di legalità che, forse proprio per questo, negli ultimi tempi è stato attaccato dalle nuove leve della criminalità. Le chiamano baby gang, ma dietro potrebbe nascondersi molto di più, ovvero il ritorno del clan dei Casalesi. Negli ultimi giorni si è registrato solo l’ultimo di una serie di episodi inquietanti, che potrebbero avere un’unica regia. Ignoti hanno spostato le panchine ed i blocchi di cemento situati all’esterno del Commissariato.

Un dato preoccupante, soprattutto se collocato all’interno della lunga serie di azioni incivili commesse da giovani criminali, protagonisti della cronaca attuale. Non si conoscono ufficialmente i responsabili dei danni, ma voci indiscrete parlano di una baby gang organizzata capeggiata dal figlio di un recluso capoclan dei Casalesi, con l’intento di mantenere il controllo della zona.  Il sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, ha chiesto al Capitano dei carabinieri Simone Calabrò di alzare l’attenzione su questi casi “per attenzionare e  attivare tutte le precauzioni”. 

Prima parlavamo delle serie di fatti che stanno destando preoccupazione in città.  Ad iniziare dal ritorno, nel 2017, a Casale e a San Cipriano d’Aversa del contrabbando di sigarette e l’arrivo del mercato della droga con consegna a domicilio. Lo scorso febbraio, tre ragazzi fecero irruzione nei corridoi dell’ Istituto tecnico commerciale Guido Carli della provincia di Caserta, armati di pistola. Grazie alle telecamere e ad alcuni testimoni furono riconosciuti colpevoli i nipoti dell’ex boss dei Casalesi, Vincenzo De Falco.

Lo scorso luglio Gaetano Diana, figlio di Elio Diana, esponente del clan casalese affiliato a Schiavone, fu condannato a sei mesi con pena sospesa perché colto in flagranza di reato mentre saccheggiava l’abitazione precedentemente confiscata al padre, in via Circumvallazione. A novembre sette ragazzi incappucciati, poco dopo lo svolgimento, al Teatro della legalità (viale Europa), della prima giornata dell’ottava festa nazionale di Avviso Pubblico, entrarono nel comprensivo Don Diana per danneggiare banchi, pareti e finestre.  In sala erano presenti il procuratore di Napoli Giovanni Melillo, il questore Antonio Borrelli, il prefetto Raffaele Ruberto ed il colonnello dei carabinieri Alberto Maestri.

Si parlò perciò di una prova di forza da parte delle nuove leve della camorra. Si sono registrati l’anno scorso anche numerosi episodi di estorsione ai danni di imprenditori e commercianti. Alla luce di questo tragico quadro di eventi, il sindaco Natale sostiene la necessità di una minuziosa analisi dei fatti che punti a valutare l’interconnessione dei fenomeni in questione e a scongiurare un probabile ritorno dell’organizzazione criminale dei Casalesi.

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