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sabato, Luglio 20, 2024
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Beni restituiti ai Pellini, manifestazione contro la Terra dei fuochi: “Abbiamo perso tanti bambini”

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Decine di manifestanti, tra cui ambientalisti, volontari e cittadini della Terra dei Fuochi, si sono riuniti questa mattina di fronte al Tribunale di Napoli per chiedere giustizia riguardo al disastro ambientale aggravato e la confisca del patrimonio dei fratelli Pellini, imprenditori di Acerra condannati definitivamente negli anni scorsi.

Le proteste sono state guidate da mamme che hanno perso i propri figli a causa delle conseguenze ambientali devastanti, e molti si sono legati simbolicamente alle inferriate del Tribunale, esigendo azioni concrete da parte dello Stato.

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Non ci sentiamo tutelati. Abbiamo perso tanti bambini, e lo Stato che ha fatto? Ha restituito milioni a chi ci ha avvelenato. Questo tribunale ha emesso conferma di confisca dei beni oltre il termine previsto dalla legge. Un vizio di forma che ha consentito ai legali degli imprenditori di fare ricorso in Cassazione e vincere“, hanno urlato.

Terra dei fuochi, la manifestazione

Il parroco di Caivano, Don Maurizio Patriciello, presente alla manifestazione, ha espresso il suo sgomento per la situazione, sottolineando la necessità di agire. “Sono un prete e vivo sotto scorta. Chiedo che ognuno faccia il proprio dovere“, ha dichiarato. Ha anche denunciato il ruolo della camorra nel mantenere il territorio nell’oscurità e ha sottolineato la necessità di rompere il silenzio e combattere l’omertà.

Alessandro Canavacciuolo, attivista di lunga data di Acerra, ha ribadito l’importanza di continuare la lotta per la giustizia ambientale. “Non è accettabile che si chieda ai cittadini di non essere omertosi e di denunciare, e poi è lo stesso Stato e la stessa magistratura a scaricare e abbandonare i cittadini che ci hanno messo la faccia“, ha affermato.

La manifestazione ha sottolineato la frustrazione e la delusione dei residenti della Terra dei Fuochi nei confronti delle istituzioni, mentre continuano a lottare per una risposta adeguata al disastro ambientale in atto. La richiesta di un nuovo sequestro dei beni è stata enfatizzata come una necessità urgente per fermare ulteriori danni ambientali.

 

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