Blitz contro il clan d’Amico-Mazzarella, smantellato il gruppo dell’Uomo Nero

E’ stato sgominato il gruppo del clan d’Amico-Mazzarella grazie agli arresti della polizia e carabinieri condotti nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha eseguito un fermo d’indiziato di delitto nei confronti di 7 esponenti per l’omicidio di Mignano Luigi avvenuto lo scorso 9 aprile davanti ad una scuola e di una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 appartenenti al clan camorristico Formicola per gli omicidi dei fratelli Massimo e Salvatore Petriccione avvenuti il 29 giugno 2002 e l’8 marzo 2004.

Inchiesta coordinata dalla procura di Gianni Melillo, al termine del lavoro del pm Antonella Fratello e dell’aggiunto Giuseppe Borrelli. Con la mazzata inferta al clan D’Amico è stato di fatto azzerato il gruppo militare di via Nuova Villa nonchè confermate le indiscrezioni filtrate da tempo in ambito investigativo con la ‘ripresa’ dei Mazzarella grazie appunto ai suoi due ‘bracci operativi’. Tra i destinatari del provvedimento figura anche Umberto Luongo il ras di San Giorgio a Cremano conosciuto come ‘l’Uomo nero’ indicato come una figura di assoluto spessore criminale. Sarebbe lui il capo della fazione dei Mazzarella di stanza nel territorio vesuviano nonchè persona di assoluta fiducia nei vertici della cosca di San Giovanni a Teduccio. Insieme a lui nel ruolo di vertice Umberto D’Amico fratello di Salvatore ‘il pirata, capo della cosca che agisce tra via Nuova Villa e via Villa San Giovanni. Il decreto di fermo, inoltre, ha colpito Gennaro ImprotaCiro Rosario Terracciano (indicato come il killer di Mignano), catturato anche Giovanni Musella che era l’ultimo all’appello Salvatore Autiero, tutti del rione Villa di San Giovanni a Teduccio. Insieme a lui bloccato anche Giovanni Borrelli di Portici che risponde solo di favoreggiamento con l’aggravante camorristica, l’uomo si è costituto al commissariato. Il gruppo di San Giovanni invece risponde di omicidio e di tentato omicidio con l’aggravante dell’uso illegittimo delle armi e dell’aggravante della matrice camorristica. A carico di tutti gli arrestati sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza che hanno consentito all’autorità Giudiziaria l’emissione dei due provvedimenti.