Bomba nascosta in un’auto a Napoli, intervengono gli artificieri

Un ordigno artigianale rinvenuto nel cofano di un’auto abbandonata a Barra, periferia orientale di Napoli. La bomba è stata trovata ieri sera, intorno alle 21, da una pattuglia del commissariato San Giovanni della Polizia di Stato. Durante un servizio di pattugliamento gli agenti hanno notato la vettura parcheggiata sul ciglio della strada lungo traversa Serino e, vedendola danneggiata e apparentemente abbandonata, hanno controllato il numero di targa. A riportare la notizia è Fanpage.

La bomba rinvenuta all’interno del cofano di un’auto abbandonata

Gli agenti hanno così perquisito la vettura. L’auto, con targa della Polonia, non risultava rubata ma gli agenti hanno deciso di procedere con l’ispezione dell’abitacolo. Hanno aperto il cofano e hanno trovato la bomba. Probabilmente quello era uno dei nascondigli che veniva utilizzato per tenere al sicuro gli ordigni da utilizzare per gli attentati. La zona dove del rinvenimento dell’ordigno è considerata feudo del clan Aprea, uno dei clan più agguerriti del panorama criminale cittadino.

Un mese fa un agguato contro un ras degli Aprea

Un mese fa a Barra sicari hanno sparato contro Luigi Ferrante, fratello di Ciro ‘o chicc, storico reggente del gruppo e persona di fiducia del boss Vincenzo Aprea. Ferrante  portato all’ospedale del Mare ha poi subito un’operazione qualche ora dopo. L’uomo fu arrestato nel 2010 nel maxi blitz che portò a sedici arresti nel gruppo: in quell’occasione furono arrestate anche le tre sorelle LenaGiuseppina e Patrizia Aprea. Fu il pentito Giuseppe Manco a parlare dello strapotere delle tre sorelle:«Nel clan Aprea il controllo dell’economia era esercitato da loro. Ed erano sempre loro a dare l’ultima parola, nel senso che controllavano anche i conti portati da noi». Luigi Ferrante in quel periodo coadiuvava le sorelle nella gestione del gruppo: non ha la personalità del fratello ma sarebbe considerato ugualmente un elemento di vertice del gruppo.

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