Vergogna a Sant’Antimo, 12enne pestato dai bulli per “non aver passato il pallone”

Bulli a Sant'Antimo
Immagine di repertorio

Due casi di bullismo diversi ma ugualmente crudi e violenti nel fine settimana in provincia di Napoli. Il primo a Sant’Antimo dove, in villa comunale, un ragazzino di 12 anni è stato vittima delle angherie di alcuni ragazzi più grandi.

Aggredito dai bulli a Sant’Antimo

Antonio (nome di fantasia attribuitogli da Il Mattino, che riporta entrami gli episodi raccontati), stava trascorrendo un pomeriggio all’insegna della spensieratezza, giocando a pallone insieme ad un amichetto, suo coetaneo. La felicità di quei momenti fu però interrotta da un ragazzo più grande, tra i quindici e i diciassette anni, che si è avvicinato ai due 12enni e con modi non troppo gentili gli ha “ordinato” di dargli il pallone perchè voleva giocare insieme ai suoi amici.
Al rifiuto di Antonio il 17enne, che nel frattempo era stato raggiunto dai suoi “compagni”, ha cercato di strappare il pallone dalle mani del ragazzino, che invece ha resistito allo strappo. A questo punto il bullo ha colpito il dodicenne con un violento pugno sull’occhio. Poi, non soddisfatto della punizione, ha affondato ancora con un paio di colpi colpendo la vittima al volto. Una volta fatta valere la sua egemonia, si è allontanato come se nulla fosse accaduto e, con una tranquillità impressionante, si è spostato in un’altra zona della villetta.
Intanto, una zia ha soccorso Antonio e lo ha accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Aversa. Nulla di grave, ma i medici l’hanno dimesso con una prognosi di 5 giorni. I genitori si sono recati in caserma per raccontare l’accaduto, riservandosi dopo un consulto con il loro legale di sporgere una dettagliata denuncia.

Non solo bulli a Sant’Antimo, violenza a Pomigliano d’Arco

Sconcertante anche quanto accaduto a Pomigliano d’Arco dove due ragazzini di soli 12 anni si sono affrontati “face to face”, in uno scontro a mani nude. Una sorta di ring umano formato dai loro coetanei che, invece di farli smettere, invitavano alla violenza gridando: “Uccidi… uccidi”. Un spettacolo surreale e rabbrividevole ma nessuno, di chi pure stava assistendo alla rissa, è intervenuto per far cessare quel combattimento. Pestato dai bulli per non aver passato il pallone.