Camorra a San Giorgio, la fedeltà al boss Luongo sancita da un tatuaggio

Un segno di appartenenza ma anche di rispetto. E’ quello che il ras Ciro Rosario Terracciano ha tatuato sul braccio: un nome di persona, Umberto, il nome del boss del gruppo di San Giorgio a Cremano quell’Umberto Luongo chiamato da tutti ‘Uomo nero’. Entrambi sono stati condannati in settimana all’ergastolo in relazione all’omicidio di Luigi Mignano, cognato del boss rivale Ciro Rinaldi. C’è anche questo particolare inedito nelle oltre ottocento pagine di ordinanza di custodia cautelare eseguita nel gennaio scorso dai carabinieri. E’ stato lo stesso Terracciano a spiegare agli investigatori del significato di quel tatuaggio in occasione del suo arresto avvenuto nel novembre del 2017 quando evase dai domiciliari per poi essere bloccato all’interno dell’abitazione dello stesso Luongo a San Giorgio a Cremano. Queste le dichiarazioni informali rilasciate all’epoca.

«Umberto Luongo è il mio secondo padre»

«Umberto è il mio secondo padre, mi sono tatuato anche il suo nome sul polso destro. Lui è un grande uomo e io adesso sono il suo secondo. Un giorno mentre ero a San Giovanni a Teduccio a casa di Salvatore D’Amico ‘o pirata, insieme a mio zio Umberto e ad altri, per sottrarci ad un vostro controllo, siamo scappati sui tetti e in quell’occasione mi sono fatto male ad una gamba». Fu quella l’occasione in cui Terracciano mostrò il suo tatuaggio che copriva una precedente scritta C.F. per indicare l’appartenenza di Terracciano al suo precedente clan, i Formicola, gruppo che aveva lasciato proprio per aderire alla cosca di San Giorgio a Cremano che da ‘costola’ dei Mazzarella era divenuta sempre più potente.