Camorra. Il pentito Tamburrino voleva fingersi pazzo, incastrato da alcuni pizzini

Salvatore Tamburrino, il ras che con le sue rivelazioni ha fatto catturare Marco Di Lauro dopo aver ucciso la moglie, Norina Matuozzo, voleva fingersi pazzo per ottenere dei benefici dalla giustizia. Il particolare viene riportato dal Corriere della Sera. È il 20 maggio 2019, carcere di Viterbo. Un detenuto sta parlando con sua madre nella sala colloqui. Gli agenti  notano «un passaggio furtivo e repentino» di qualcosa fra i due. Quando lei esce viene perquisita ed ecco il risultato: nel reggiseno la signora nasconde «due pizzini di carta manoscritti dal detenuto, uno con inchiostro rosso e uno con inchiostro blu». Erano le istruzioni che il figlio detenuto aveva scritto per i genitori su come comportarsi per aiutarlo a sembrare matto, confidando, evidentemente, nella pronuncia dell’infermità o seminfermità mentale. Tutto questo avveniva prima della condanna a 30 anni per l’omicidio della moglie Norina.

Uno dei due fogliettini in particolare dice: «Allora fatemi fare a modo mio. Prossimi colloqui li rifiuto se non c’è Norina. Cioè, voi venite per un paio di volte solo che io rifiuto perché chiedo se c’è mia moglie, poi non venite più finché non ve lo dico io. State sereni, però. Ci vuole un po’ di tempo, stai al mio gioco ok? Mandami mail di conferma che stai al mio gioco. Cioè scrivimi che Norina non è possibile che viene e che venite voi. Poi io rispondo, così capisco e rifiuto, ok? Tienitelo per te papà, non dire niente a nessuno. Lo devono credere così parlano (…) Attenzione, non parlare in auto, no a casa, non con telefono addosso in strada». Tutto inutile. Tamburrino è stato condannato e non ha ottenuto nessun beneficio.