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Foto di repertorio

Carmine Amoruso era l’obiettivo dei sicari che martedì scorso hanno esploso 5 colpi di pistola nell’agguato. L’uomo di Poggiomarino era in auto con il fratello quando è stato assalito a San Marzano sul Sarno, come riporta FanPage. Dopo l’agguato l’uomo ha picchiato e rubato la vettura di un incolpevole automobilista dì passaggio, dopodiché si è recato all’ospedale.

Il 36enne collaboratore di giustizia era stato in passato legato al clan Giugliano di Poggiomarino. Quindi l’inchiesta è stata trasferita all’Antimafia viste le modalità del tentativo di omicidio. Amoruso era stato ferito da una pallottola alla scapola sinistra, non è in pericolo di vita.

IL PRECEDENTE AGGUATO E UNA VITTIMA INNOCENTE

Carmine Amoruso scampò a un agguato nel 2009, quando al suo posto morì un innocente Nicola Nappo. Era il 6 luglio quando i killer aprirono il fuoco nei pressi di un bar di Poggiomarino, colpendo a morte il 23enne e ferendo gravemente una 18enne che era con lui. Si trattò di un tragico errore di persona, dovuto a una somiglianza. Secondo gli inquirenti quell’omicidio fu deciso dal clan Cesarano.

LA RICOSTRUZIONE DEL CASO DELL’ASSOCIAIZIONE Fondazione Pol.i.s. – Politiche Integrate di Sicurezza 

“Nicola Nappo fu ucciso al posto mio”. Fu questa la rivelazione choc del collaboratore di giustizia Carmine Amoruso. L’uomo del clan Giugliano avrebbe confermato una delle tesi degli inquirenti, ovvero quella dello scambio di persona. Nappo risultava incensurato e del tutto estraneo a fatti di camorra o delinquenza. Per questo la sua morte apparve subito un giallo, che i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata furono chiamati a risolvere.

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