“Buttiamo a terra la gente e la uccidiamo”, le minacce degli estorsori del clan Orlando a Marano

Si terranno domani gli interrogatori di garanzia di Celestino De Fenza, alias ‘o Biondo, e Antonio Agrillo, arrestati dai carabinieri per estorsione. De Fenza (difeso dall’avvocato Luca Gili) e Agrillo già erano in carcere e ieri si sono visti notificare un’altra ordinanza.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. L’accusa per entrambi è estorsione aggravata da metodo e finalita’ mafiose ed associazione per delinquere di stampo mafioso. Le misure sono state notificate agli
indagati gia’ detenuti nelle strutture carcerarie di Tolmezzo e Siracusa. Le indagini sono durate da aprile ad agosto scorso per far luce  attivita’ illecite del clan Orlando-Nuvoletta, egemone sul territorio di Marano, e nascono da servizi di osservazione che hanno consentito di documentare la consegna, dietro minacce, di una somma di denaro ai
due da parte di un imprenditore edile impegnato in lavori di ristrutturazione di un condominio.

De Fenza e Agrillo, per accertare il reale valore dei lavori e quantificare la percentuale di ‘pizzo’, avevano persino convocato l’amministratore del condominio. Agrillo e’ uno
storico affiliato degli Orlando, come conferma anche il suo recente arresto per minacce aggravate ai danni di familiari di un collaboratore di giustizia per indurlo a ritrattare. De Fenza, nipote di Luigi Esposito, condannato per appartenenza al clan Nuvoletta, l’unica cosca di camorra ‘federata’ con la mafia siciliana, e’ ora esponente di rilievo degli
Orlando ed e’ in carcere per un’altra estorsione ai danni di un imprenditore maranese.

“Ci dovete prestare 500 mila euro, guardate che non abbiamo paura, noi buttiamo a terra la gente e la uccidiamo”. Queste le minacce del clan Orlando-Nuvoletta. Gli uomini agli ordini del boss latitante Antonio a Marano puntavano sulla strategia del terrore. Molte le minacce subite dagli imprenditori che non volevano o non potevano piegarsi al clan. In una telefonata captata dagli investigatori il 25 maggio 2015, a uno cui erano stati chiesti
50mila euro di tangente e che tentennava, il boss Angelo Orlando chiri’: “Noi non abbiamo paura, buttiamo a terra la gente e la uccidiamo”. “Vengo a nome degli amici di Marano e se non ci date quanto abbiamo chiesto voi e la vostra famiglia andate a lavorare in Brasile”, un’altra minaccia.Il titolare della ditta incaricata dei lavori, ascoltato dai magistrati dalla Procura di Napoli, ha negato di esser stato vittima di un’estorsione ma è stato sconfessato dalle intercettazioni telefoniche.