Da amici a nemici, i Del Re conoscevano Nurcaro: “Altre persone coinvolte nella sparatoria in piazza Nazionale”

Da amici a nemici, fino alla sparatoria e all’agguato in piazza Nazionale che poteva costare la vita alla piccola Noemi. I fratelli Del Re, in carcere con l’accusa di tentato omicidio, conoscevano il bersaglio del loro agguato, quel Salvatore Nurcaro che è salvo per miracolo. Il retroscena emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa per entrambi.Tra tanti dubbi emerge una certezza: Nurcaro e Armando Del Re si conoscevano come confermato dallo stesso 28enne (originario del rione Monterosa di Scampia ma residente da qualche tempo alle Case Nuove)

Nell’ordinanza di 30 pagine di ordinanza destinata ad Antonio Del Re, il Gip del Tribunale di Nola, dott. ssa Daniela Critelli, fa riferimento chiaramente che al raid in piazza Nazionale abbiano partecipato anche “altre persone in via di identificazione”.  Subito dopo l’agguato Armando del Re avrebbe buttato via i cellulari criptati, sperando di sfuggire dalle forze dell’ordine. La sparizione si sarebbe verificata nella serata del cinque maggio, dopo l’uscita di Armando dalla Questura di Napoli. Inizialmente Armando e Antonio avrebbero scelto Marano per condurre la latitanza.

 

Noemi, ora parla l’avvocato: «E’ un miracolo non sia morta»

“Una famiglia semplice, l’immagine del bene contro il male”. Con queste parole, Angelo Pisani, legale della famiglia di Noemi, racconta a Mattino Cinque lo stato d’animo dei parenti della bambina ferita a Napoli durante un agguato di camorra, in cui è stata colpita ai polmoni da un proiettile: “Purtroppo sono tutti vittime di una criminalità feroce, ringraziano tutti, dai medici alle istituzioni e quando Noemi uscirà sono pronti a far parte della squadra della legalità”.

Un agguato che ha lasciato strascichi in tutta la comunità, ma il legale è fermo nelle sue posizioni: “Erano i criminali a essere nel posto sbagliato non certo loro, che avevano tutto il diritto di passeggiare per le strade della loro città”.

Intanto le condizioni della bambina, che respira autonomamente da qualche giorno, rimangono stazionarie.Nelle ultime ore ha parlato l’avvocato Angelo Pisani che al momento rappresenta la famiglia di Noemi, la bimba di 4 anni ferita lo scorso 3 maggio 2019 durante una sparatoria in piazza Nazionale a Napoli. Avvocato Pisani, Noemi può dichiararsi vittima dell’ennesimo caso di camorra? “Noemi è certamente vittima di un agguato di stampo camorristico. È un miracolo che lei sia ancora viva. Ricordiamo che durante la sparatoria il killer, l’uomo nero ha scaricato un intero caricatore. Poteva essere una strage di donne e bambini “.

Qual’è la vostra opinione sulle recenti dichiarazioni di Armando Del Re, presunto autore della sparatoria, che ha negato di essere l’autore di tutto questo? “Gli investigati stanno un facendo un ottimo lavoro. Al vaglio ci sono prove quali video e intercettazioni. Noi ci costituiremo parte civile in tutte le fasi del procedimento, anche quelle iniziali” Cosa vuol dire? “Che anche noi legali che rappresentiamo la vittima parteciperemo a fasi importanti quali gli incidenti probatori, testimonianze” La vostra è soprattutto una battaglia per riuscire il prima possibile ad affermare la verità… “Vogliamo che siano puniti tutti i responsabili di questa vicenda e in maniera esemplare. Ciascuno deve rispondere in merito alle proprie responsabilità. L’esecutore, il mandante ma anche chi ha coperto i killer”. Eppure ci sono ancora diversi dubbi da sciogliere… “Ci sono ancora ombre ecco perché rivolgo un appello alla città: ‘chi sa parli’. Napoli deve parlare”

“Non lasceremo Napoli”, parlano i genitori di Noemi: “Città con cuore infinito, dobbiamo difenderla”

Continuano ad arrivare notizie incoraggianti dall’ospedale Santobono dove la piccola Noemi “è sveglia, cosciente e presenta una buona motilità di tutti e quattro gli arti. La bambina respira spontaneamente ma necessita ancora di un supporto di ossigeno ad alti flussi”. Così nel bollettino medico diffuso oggi dall’ospedale.  “Proseguono gli esami diagnostici di routine, utili a monitorare l’evoluzione della condizione clinica della bimba. I parametri vitali sono stabili e il quadro clinico appare stazionario. La prognosi resta riservata. Il prossimo bollettino – conclude la nota – sarà diramato tra 48 ore”.

E in questo clima in cui si inizia a tirare un lungo sospiro di sollievo, arrivano anche le prime parole della famiglia dopo i drammatici giorni vissuti per le sorti della piccola Noemi, ma anche dopo dimostrazioni d’affetto dei napoletani. “Vogliamo giustizia e che la legge faccia il proprio corso“, dicono Fabio e Tania attraverso due interviste a Il Mattino e Corriere della Sera. La loro bimba di 4 anni è ancora in terapia intensiva e la prognosi è riservata però migliora, ogni giorno. Fabio e Tania ringraziano tutti quelli che gli sono stati vicino in questi giorni e sono commossi dalla mobilitazione della città: “Napoli è una città con un cuore infinito, che ha dato una risposta bellissima. E dobbiamo difenderla tutti insieme: noi napoletani per bene ma anche le istituzioni. Bisogna impedire che diventi ostaggio di chi vuole trasformarla in un territorio di guerra, di chi va a sparare all’impazzata, senza preoccuparsi di fare anche una strage, come poteva succedere quel giorno in cui è stata colpita la nostra bambina”, dice Fabio.

Le voci che si erano diffuse nei primi giorni dopo la sparatoria in piazza Nazionale sono rientrate. I genitori di Noemi non lasceranno Napoli: “La nostra vita sarà diversa rispetto a prima. Ma non lasceremo Napoli. Sono altri che devono andare via, perché indegni di una città bellissima e piena di amore”, dice ancora il padre di Noemi. Un pensiero particolare viene rivolto ai medici del Santobono che “ce l’hanno messa tutta per salvare Noemi e tuttora continuano a mettercela tutta perché la prognosi purtroppo è ancora riservata. Noi ci fidiamo di loro, e faremo sempre tutto quello che ci diranno”. “Grazie anche allo Stato”– Fabio ringrazia inoltre le istituzioni: “Con noi lo Stato ci ha messo la faccia, ha dimostrato il suo lato umano. Ringraziamo tutti e speriamo di poter portare presto nostra figlia dal presidente Mattarella e dal Papa, per pregare e ringraziare Dio”.