Sono dieci le persone uccise nel 2019. Delitti efferati da inquadrare in contesti di camorra o quanto meno in moventi e motivazioni attigui ad ambienti di malavita. Il primo morto dell’anno è a Mugnano: Giovanni Pianese viene ucciso presso la sua abitazione. Il suo omicidio è tuttora irrisolto. Poche settimane dopo a cadere sotto i colpi dei killer è un ‘volto conosciuto’ alle forze dell’ordine, Vincenzo Mariniello, indicato come capo dell’omonimo gruppo criminale operante ad Acerra. La vittima era nella sua Mercedes, davanti casa in via Pietro Nenni, centro residenziale di Acerra, rione parco Gravina. Mariniello appena due giorni prima era tornato in libertà dopo una detenzione agli arresti domiciliari.

A metà febbraio il terzo agguato: presso l’uscita Caivano della superstrada Ss7bis nel territorio di Orta di Atella fu trovato il cadavere di Ferdinando Fenicia. Il 37enne ucciso con chiare modalità camorristiche, anche se nel suo passato non affioravano legami con a criminalità organizzata. La scia di sangue si sposta poi ad Afragola dove viene ucciso Giuseppe Orlando, cognato di Francesco Favella ‘o ceccio (storico luogotenente dei Moccia), giustiziato in via Milano a fine marzo. Morti che interessano anche la periferia est con l’agguato costato la vita al rione Villa a Luigi Mignano, ucciso davanti al nipotino che stava accompagnando a scuola. L’uomo ha pagato con la vita il fatto di essere cognato del boss Ciro Rinaldi ‘My way’: ad eseguire il deityo i nemici dei Mazzarella-D’Amico. La periferia nord anche quest’anno non è immune da delitti. Sull’asse mediano, a settembre, il destino fa incrociare i sicari con Gennaro Sorrentino ‘capaianca’, uno scissionista della prima ora: fu infatti tra i primi nel 2004 ad aderire alla scelta di Lello Amato di staccarsi dal clan Di Lauro per confluire nella galassia poi deflagratasi nel corso della seconda faida. Proprio in quel periodo divenne uno dei soci della famosa piazza delle ‘Case dei Puffi’, una dei ‘punti vendita’ più redditizi dell’area nord gestita da Raffaele Stanchi, ‘Lello Bastone’ ucciso dalla Vanella Grassi nei pressi del cimitero di Melito e a cui tagliarono le mani in segno di disprezzo. Sorrentino è soprattutto cognato di Antonio Leonardi, super collaboratore di giustizia: anche questo delitto è irrisolto anche se, secondo alcuni investigatori, la parentela con ‘Chiappellone’ potrebbe ‘spiegare’ il movente di questo omicidio. Dopo qualche giorno ‘l’angelo della morte’ arriva a Scampia: qui in un’auto in via Zuccarini viene trovato il corpo di Domenico Gargiulo.Il 28enne in passato era finito nel mirino degli Abete-Abbinante quando quest’ultimi erano in guerra con la Vanella Grassi, i Marino e i Leonardi. A Miano a find novembre a morire è il 30enne Alessandro Napolitano, trucidato sotto l’abitazione della madre. Il suo delitto ha motivi passionali anche se è da inquadrare in ambienti vicini alla malavita locale.

Gli ultimi due morti avvengono a distanza di una ventina di giorni. Ad Acerra a trovare la morte è Giuseppe Avventurato, ucciso presso la sua abitazione in corso Resistenza ad Acerra. Secondo gli inquirenti stava creando un proprio gruppo nella città di Pulcinella. L’ultimo agguato è invece quello avvenuto a Portici una settimana prima di Natale: a cadere sotto i colpi dei killer è Ciro D’Anna indicato come elemento vicino al clan Vollaro da mesi in guerra contro i Mazzarella-D’Amico.

 

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.