Di Maio incontra i genitori di Noemi: “Vi chiedo scusa in nome dello Stato”

Il vice premier Luigi Di Maio ed il ministro della Salute, Giulia Grillo, sono giunti negli uffici della Prefettura, a Napoli, per incontrare i vertici locali delle forze dell’ordine ed il prefetto Carmela Pagano.
La visita si è svolta dopo il fermo dei due fratelli Del Re che, secondo le indagini, sono coinvolti nell’agguato avvenuto la scorsa settimana in piazza Nazionale a Napoli e dove è rimasta ferita Noemi, la bimba di 4 anni, tuttora ricoverata al Santobono. I due rappresentanti del Governo si recheranno più tardi in ospedale.

«Un piacere e un onore incontrare gli agenti» che hanno contribuito al fermo dell’uomo indiziato di aver ferito la piccola Noemi e «li ho ringraziati e con loro la prefetta e i vertici di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, che insieme hanno collaborato per la cattura. Loro sono Napoli, loro sono lo Stato» ha scritto Di Maio in un post su facebook dopo aver lasciato la Prefettura di Napoli. «A volte dimentichiamo la fortuna che abbiamo, da italiani, ad avere al nostro servizio queste persone, grandi donne e grandi uomini, prima ancora che integerrimi professionisti».

Durante la sua visita alla piccola Noemi, all’ospedale Santobono di Napoli, il vicepremier Luigi Di Maio ha donato dei giochi e una bambola alla bambina. Poi un colloquio informale e sincero con la famiglia. «Sono a qui a chiedervi scusa a nome dello Stato perché queste cose non dovrebbero accadere – ha detto Di Maio ai genitori della piccola, raccontano fonti mediche all’Adnkronos – E vorrei ringraziare anche i medici e le forze dell’ordine per il loro servizio», ha poi aggiunto il vicepremier.

«Oggi, con Luigi Di Maio siamo andati personalmente a ringraziare le forze dell’ordine e gli operatori sanitari dell’ospedale Santobono di Napoli, che grazie alla loro professionalità hanno fatto qualcosa di eccezionale» ha scritto su Facebook il ministro della salute Giulia Grillo. «Eccezionalità che possiamo definire ‘normale’, perché la mission della sanità pubblica è proprio questa, curare tutti i cittadini allo stesso modo e con lo stesso impegno nelle situazioni ordinarie e in quelle straordinarie come questa. Ognuno di loro ha lavorato con lucidità e professionalità per salvare la piccola Noemi. Non è mai facile affrontare casi di arma da fuoco, specialmente se parliamo di pazienti così giovani e fragili. Abbiamo abbracciato la sua famiglia e stretto le mani ai bravi professionisti che le hanno salvato la vita. Complimenti di cuore a tutti, Noemi è stata accolta e curata con amore e io non vedo l’ora che possa tornare a casa dalla sua famiglia e dalle sue amate bambole».