Emanuele Sibillo omaggiato come un santo: indagini sull’altarino abusivo a Napoli. Murales e altarini della camorra sotto osservazione delle forze dell’ordine. Dopo i murales dedicati ai giovani rapinatori rimasti uccisi in città, adesso le forze dell’ordine puntano la loro attenzione sugli altarini dedicati ai boss. Sotto la lente d’ingrandimento, anche dopo un’intensa condivisione sui social, è finito un altarino dedicato a Emanuele Sibillo, boss della “paranza dei bambini”, ucciso sei anni fa al culmine di una sanguinosa guerra di camorra nei vicoli di Napoli. Come riportato da Il Mattino, l’Arma dei carabinieri starebbe indagando su un altarino eretto a pochi passi dalla casa dell’ex boss in cui capeggia un busto raffigurante “ES 17”: era questa, e lo è tuttora, la sigla con cui i seguaci del giovane ‘capo’ si riconoscevano e riconoscevano il boss.

Nelle ultime settimane, da quando è iniziata la rimozione dei murales dedicati a Luigi Caiafa ed Ugo Russo, si è intensificata la protesta da parte di chi, invece, vorrebbe che quei simboli restassero al loro posto. In diversi video pubblicati su Tik Tok si vedono persone, anche con bambini, andare in pellegrinaggio alla cappella dedicata ad ES17 per portare i propri omaggi al defunto baby boss. Il busto abusivo viene baciato e idolatrato come quello di un santo.

Come si legge sul quotidiano napoletano, le forze dell’ordine stanno indagando sull’altarino di vico Santi Filippo e Giacomo – probabilmente abusivo – che da diverso tempo è stato eretto per ricordare un boss osannato sui social anche a distanza di diversi anni dalla sua morte violenta.

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