Si è svolto questa mattina presso il carcere di Secondigliano l’interrogatorio di garanzia a carico di Massimiliano Esposito, indicato come capo dell’omonimo clan di Bagnoli. ‘O scognat era stato catturato tre giorni fa dagli uomini della squadra mobile (leggi qui). L’uomo era latitante dallo scorso luglio quando aveva fatto perdere le sue tracce. A suo
carico c’è l’accusa di aver violato le misure della libertà vigilata cui era sottoposto: firma in commissariato e divieto di uscire fuori dal territorio del comune di Napoli. Assistito dal suo legale, l’avvocato Rocco Maria Spina, Massimiliano Esposito si è visto convalidare il fermo e la custodia in carcere dal gip. Il boss di via Di Niso ha ammesso le sue responsabilità specificando di essersi allontanato per motivi di natura personale. Motivazioni che non hanno convinto il gip che ha confermato il carcere data l’elevata pericolosità sociale di Esposito. L’uomo era stato bloccato in compagnia della moglie: aveva con sè due documenti falsi, patente e tessera sanitaria, intestati a un uomo inesistente ma con la sua fotografia oltre  a circa 8mila euro in contanti. Dopo averlo accerchiato e bloccato gli agenti lo hanno condotto agli uffici della squadra mobile in questura e dopo le formalità di rito accompagnato al carcere di Secondigliano.

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