Massimiliano Esposito, detto “lo Scognato”, ritenuto a capo del clan di camorra egemone a Bagnoli, è stato catturato dagli uomini della squadra mobile di Napoli. L’uomo era ricercato da fine luglio quando si era sottratto agli obblighi della sorveglianza speciale.  Scovato in un appartamento a Casoria.

O scognat, questo il suo soprannome, tornato in libertà lo scorso ottobre dopo ventitrè anni di carcere, era stato sorpreso, poche settimane fa e in più di una circostanza, in compagnia di pregiudicati dalle volanti della polizia. Il ras di Bagnoli aveva così rimediato una segnalazione all’autorità giudiziaria con richiesta di una misura di prevenzione per cinque anni. Forse questo episodio aveva spinto Esposito a darsi alla macchia. Nei giorni scorsi era stata emessa un’ordinanza, con l’accusa di estorsione per il suo braccio destro Youssef Aboumuslim (leggi qui)

Il profilo del ras di Bagnoli

Si tratta di un personaggio di assoluto spessore criminale che vanta una lunga militanza nel gruppo di Domenico D’Ausilio, Mimì ‘o sfregiat. Dopo l’arresto del boss, fu tra i primi a resistere all’avanzata degli scissionisti del ras Alessandro Giannelli (la cui roccaforte è a Cavalleggeri). Qualche anno fa a finire in manette fu suo figlio Christian che, insieme ad un complice, aveva iniziato a taglieggiare i commercianti del quartiere. Entrambi diventati il terrore delle loro vittime, contro cui imposta quella che chiamavano ‘la tassa della tranquillità’. Il giovane, in quell’occasione, aveva chiesto ad un commerciante la somma di 1500 euro intimando a quest’ultimo che, in caso contrario, “avrebbe passato un brutto Natale’. Secondo le ultime informative Esposito senior avrebbe messo già in piedi un proprio gruppo Nell’area occidentale. ‘O scognat fu il reggente del clan D’Ausilio tra il 1997 e il 2002. Grazie anche all’aiuto della moglie riusciva a imporre il racket ai commercianti anche dalla sua abitazione con le ‘vittime’ letteralmente costrette a seguire i suoi gregari nell’abitazione del capoclan.

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