Lockdown e coprifuoco, i commercianti di Giugliano chiedono aiuto: «Siamo in ginocchio»

Giugliano, protesta dei commercianti a piazza Matteotti: «Siamo in ginocchio»
Giugliano, protesta dei commercianti a piazza Matteotti: «Siamo in ginocchio»

Nel pomeriggio di oggi, in piazza Matteotti a Giugliano, si è svolta l’assemblea pubblica dei commercianti.  Ad intervenire sono stati i titolari delle attività commerciali che, dopo l’emendamento del nuovo Dpcm, saranno ‘costretti’ a chiudere le serrande quando scatteranno le ore 18. Una misura che non è stata accolta con entusiasmo, anzi. Dopo le proteste a Napoli ed Aversa, anche a Giugliano i commercianti hanno voluto mettere voce in capitolo. In modo pacifico e senza recare nessun disagio a ordine pubblico e viabilità. A tal proposito, il sindaco Nicola Pirozzi – intervenuto nel corso dell’assemblea – si è congratulato con i suoi cittadini.

Le proteste dei commercianti di Giugliano

Nel corso dell’assemblea, i commercianti hanno avuto da ridire sulla misura che impone la chiusura delle attività a partire dalle 18. «Stamattina, appena sveglio, ho saputo che sono rimasto senza un lavoro – ha spiegato il dipendente di un ristorante – Io ho due figli e pago 450 euro al mese per l’affitto: come faccio a mantenere la mia famiglia? Ho già avuto diversi problemi con il padrone dell’appartamento. Non credo che così si possa andare avanti». Ma i ristoranti sono solo alcune delle attività colpite maggiormente dalle nuove restrizioni.

In piazza, infatti, anche i proprietari di palestre e strutture sportive si sono lasciati andare ad uno sfogo. «Per consentire ai nostri clienti di allenarsi in sicurezza – spiega una personal trainer – abbiamo sanificato continuamente le nostre strutture, abbiamo adottato tutte le misure di sicurezza ed abbiamo permesso che ognuno si potesse allenare senza il rischio di contagiarsi. Adesso, invece, dovremmo chiudere ugualmente».

«Le nuove restrizioni favoriscono le multinazionali»

Durante la discussione, i cittadini hanno lamentato il fatto che il problema riguarda tutte le attività dei ‘piccoli commercianti’. «Le nuove misure imposte favoriscono solo le multinazionali, che sicuramente non avranno gli stessi nostri problemi. Noi siamo in ginocchio. Ci hanno chiuso le serrande a metà, perché lo Stato se ne vuole lavare le mani. A chiuderle, infatti, ci dovremo pensare noi», dice in preda alla rabbia un commerciante di Giugliano. «Alcuni dipendenti – continua – aspettano ancora la cassa integrazione. Durante il primo lockdown siamo stati presi alla sprovvista, non sapevamo ancora cosa stesse succedendo. Con queste restrizioni, invece, non sappiamo se possiamo resistere per la seconda volta. Se prima c’era la passione e la volontà di andare avanti, adesso quell’entusiasmo si è spento».

L’intervento del sindaco Nicola Pirozzi

All’assemblea ha preso parte anche il sindaco Nicola Pirozzi. Appena giunto in piazza, il sindaco si è innanzitutto congratulato con i commercianti per il modo in cui hanno protestato. Dopo aver invitato tutti a rispettare le misure di sicurezza, inoltre, ha spiegato che offrirà un aiuto ai commercianti della città, anche se impossibilitato a contrastare le normative nazionali e quelle regionali.

Infine, Pirozzi ha anche rilasciato aggiornamenti sulla situazione Covid in città che, giorno dopo giorno, è sempre più critica. Stando a quanto affermato dal sindaco, infatti, c’è il rischio che la città possa diventare zona rossa nei prossimi giorni [Clicca qui per leggere l’articolo: «Giugliano a rischio zona rossa», l’allarme del sindaco Pirozzi dopo i dati sui contagi]

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