Lo Stato gli toglie casa e soldi, calciatore esiliato e costretto a fare l’autista

La sua storia è del tutto singolare. E’ stato tra i calciatori più popolari di Turchia, ma ora è costretto a vivere dall’altra parte del mondo. Hakan Sukur, con un passato con le maglie di Torino, Inter e Parma, è considerato una delle stelle del calcio turco, ma da qualche tempo non se la passa bene.

Il motivo della sua caduta economica sta nei cattivi rapporti con l’attuale primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, che lo considera un nemico dello Stato. Hakan Sukur si è raccontato ai microfoni di Welt am Sonntag: “Sto cominciando adesso a lavorare, faccio l’autista per Uber a Washington. Non mi è rimasto più niente, Erdogan si è preso tutto: il mio diritto alla libertà, all’espressione e al lavoro. Il negozio di mia moglie è stato preso di mira dai vandali, i miei figli hanno subito molestie per strada, io ho ricevuto minacce dopo ogni intervista che rilasciavo”.

 

 

Sukur ed il suo amore per la Turchia

“Quando ho aderito al partito di Erdogan, la Turchia era un Paese conforme agli standard dell’UE e aveva ottenuto molti finanziamenti. Ma la politica di Erdogan ha portato a una rigidità verso l’Europa e a un’apertura verso il Medio Oriente. Il colpo di Stato? Nessuno è stato in grado di spiegare quale ruolo avrei avuto. Ho fatto solo cose legali – ha concluso l’ex bandiera del Galatasaray e della nazionale turca – non sono un terrorista o un traditore. Adoro la nostra bandiera e il nostro Paese”.