«I Lo Russo volevano uccidere il nipote di Sequino», i verbali del pentito. Il piano per conquistare la Sanità

Carlo Lo Russo non si era ‘accontentato’ di aver ucciso Pierino Esposito. L’ex capo dei ‘capitoni’ di Miano voleva uccidere tutti coloro legati a ‘Pierino’ o in qualche modo ad esso collegato. A riferirlo ai magistrati è stato il collaboratore di giustizia Rosario De Stefano che ha parlato di quelli che dovevano essere gli altri ‘obiettivi’ dei killer di Miano, ossia Francesco Spina, cognato di Esposito, e Giovanni Sequino detto ‘Gianni Gianni’, nipote di Salvatore e Nicola Sequino».

«Dall’omicidio di Pietro Esposito io ho dato ininterrottamente un contributo informativo al gruppo di Carlo Lo Russo informandoli di tutto quello che avveniva alla Sanità; in particolare Lo Russo e il suo gruppo, dopo l’omicidio di Espsoito, volevano eliminare tutti quelli legati al predetto e che lo avevano appoggiato dal punto di vista criminoso; in tale ottica il loro successivo obiettivo era Francesco Spina, cognato di Esposito. Tale mio contributo al clan Lo Russo si è tradotto in atti e attività concrete, nel senso che io stesso ho accompagnato Ciro Perfetto e Luigi Cutarelli dentro la Sanità per fargli vedere sia la casa di Spina che quella di Gianni Sequino che pure loro avrebbero voluto eliminare. Sempre in tale prospettiva Carlo Lo Russo mi diceva sempre “Tu ormai sei parte della famiglia, sei i nostri occhi”».