I parenti del boss campavano con il reddito di cittadinanza, anche autista ‘tuttofare’ aveva il sussidio

Nei giorni scorsi, i controlli del personale del Commissariato Librino hanno consentito di contrastare l’illegalità diffusa nel quartiere di competenza e, nella circostanza, sono state indagate 9 persone in stato di libertà, accertate numerose attività abusive, effettuati 3 sequestri di sostanza stupefacente, eseguiti 3 sequestri giudiziali di autovetture, elevate sanzioni pecuniarie amministrative di ingente importo e, ancora, restituiti al Comune di Catania due immobili in passato occupati in modo del tutto illegale e accertati diversi soggetti con il reddito di cittadinanza.
In Viale Moncada, è stato sorpreso un soggetto, pregiudicato, figlio di un detenuto e appartenente ad una famiglia mafiosa del luogo, intento a gestire una sala giochi abusiva allestita all’interno di una bottega di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari, occupata illegalmente e pertanto responsabile del reato di invasione di edificio pubblico; non solo, accertata anche la mancanza della tabella dei giochi proibiti, un allaccio diretto alla rete Enel e un indebito percepimento del reddito di cittadinanza e, per tale motivo, indagato anche per i reati di furto di energia elettrica, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e mancanza della suindicata tabella.
Lo stesso è stato anche sanzionato amministrativamente al pagamento di migliaia di euro in quanto gestiva abusivamente un centro di internet point con svariate postazioni. Nella circostanza, sono state sequestrate anche 3 bustine di sostanza stupefacente tipo marjuana trovate in possesso di un avventore di detto esercizio commerciale; la chiave della bottega è stata acquisita dalla Polizia di Stato la chiave e verrà restituita al legittimo proprietario I.A.C.P. che, in tal modo, potrà reimmettersi nel possesso. 
Ennesimo controllo in detto Viale, ha consentito di accertare la presenza di un’ulteriore sala giochi abusiva e, anche in questo caso, il gestore, pregiudicato e figlio di detenuto, aveva occupato illegalmente un immobile, in questo caso di proprietà del Comune, al fine di allestirvi detta sala giochi; anche in questo caso, il gestore percepisce il reddito di cittadinanza e, tra l’altro, lo stesso è stato trovato in possesso di sostanza stupefacente tipo marjuana che è stata sequestrata ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90 che sanziona l’uso personale della droga.
Per tale motivo, il titolare di detta attività illegale è stato indagato in stato di libertà per i reati di invasione di edificio pubblico, truffa aggravata ai danni dello Stato e mancanza della tabella dei giochi proibiti; sul posto è stato convocato il responsabile del patrimonio pubblico del Comune di Catania al quale è stata restituita la suindicata bottega; anche il genitore di detto soggetto è stato indagato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazione pubblica non dovuta, ciò in quanto ha omesso di segnalare all’I.N.P.S. il reddito derivante da detto esercizio commerciale abusivo.
A seguire, in Viale Nitta è stato fermato un soggetto alla guida del mezzo con addosso sostanza stupefacente per uso personale e, per tale motivo, oltre alle previste segnalazioni alla locale Prefettura, gli è stata ritirata la patente di guida. In ultimo, due soggetti sono stati indagati per i reati maltrattamenti nei confronti dei rispettivi prossimi congiunti. Al fine di irrogare le ulteriori sanzioni, sono stati informati gli Enti della Guardia di Finanza, Ufficio delle Entrate, Inps, Polizia Locale e I.A.C

L’autista ” a nero” della moglie del boss che prende il reddito di cittadinanza

Ha l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria solo che in commissariato c’è su un’auto guidata da un 50enne senza patente, e, come poi si vedrà, anche senza assicurazione. Si tratta di una pregiudicata, moglie di un noto pluripregiudicato attualmente detenuto e ritenuto esponente di un clan mafioso, A. L. A. di 65 anni. La donna sottoposta alla misura della libertà vigilata si è recata negli Uffici della Polizia di Stato a bordo di un’autovettura guidata e in uso ad un soggetto di 50 anni anche lui con numerosi precedenti penali che le faceva da autista.  L’uomo lavora alle dipendenze, tra l’altro in nero e da quattro anni, del nucleo familiare della famiglia malavitosa come autista e, in generale, “tuttofare” ma nonostante questo ha dichiarato di percepire il reddito di cittadinanza.