Camorra di Marano e Quarto, il pentito Di Pierno: “Così gli Orlando-Nuvoletta-Polverino gestiscono lo spaccio”

Giacomino di Pierno

Sono le dichiarazioni dei pentiti Giacomo Di Pierno e Teodoro Giannuzzi a svelare i retroscena dello spaccio a Marano gestito da un gruppo riconducibile al clan Orlando. In particolare Di Pierno, che in passato è finito sotto inchiesta per traffico di droga, oggi collaboratore di giustizia, ha raccontato ai magistrati, nel verbale del giugno 2018, come iniziò il suo percorso di narcotrafficante.

“Cominciò ad acquistare hascisc e cocaina dal gruppo dei maranesi delegati ad operare su Quarto per conto di Nuvoletto Antonio di cui indica i nomi: Troise Gianluca, Agrillo Antonio e tale Peppe, referente di Antonio, e con un molo di rilievo”. Il collaboratore, nel riferire come avvenivano i contatti, afferma che il termine “macchina” indica un quantitativo di 300 kg. di hascisc che all’ingrosso viene venduto a 1.200 euro al chilo. Il giorno 13.03.2018, data che il collaboratore ricorda perché era il giorno prima della esecuzione di un’ordinanza a carico di 29 persone a Marano (il P.M. a verbale dà atto che si tratta dell’operazione denominata Smoking), Troise Gianluca gli disse, recandosi a casa sua, che poteva inviargli un carico di 100 kg. di hascisc con marchio Organic a 1.100 curo al chilo che avrebbe potuto pagare anche dopo. Il Di Pierno dichiara di aver rifiutato perché in quel periodo e sino al giorno del suo arresto acquistava in prevalenza cocaina in quantitativi che aveva ridotto da 100 a 50 grammi. I predetti soggetti (Troise, Agrillo e Peppe) erano aiutati dal cognato di Agrillo e da tale Carletto che spostava la droga nella piazza di spaccio gestita a Quarto da tale Giovanni. Gli stessi gestiscono altresì la piazza di spaccio di hascisc e marijuana che fa capo alla famiglia Orlando — Nuvoletta ai quali portano ogni mese, quale provento, 6000 euro”.

Il divieto di cocaina a Quarto

Per un lungo periodo non era stato possibile vendere la cocaina a Quarto e la decisione di reintrodurla gli fu comunicata a casa di Agrillo, detenuto agli arresti domiciliari, da
18 esponenti del clan, tra cui Lubrano Armando, nel febbraio/marzo 2017. La decisione fu dovuta alla esigenza di maggiori profitti a seguito del prevalere nella zona del clan Orlando-Nuvoletta sui Polverino che come conseguenza comportò l’onere del gruppo divenuto egemone di mantenere tutti i detenuti dell’associazione. Nel corso del verbale al collaboratore sono mostrate una serie di foto e il medesimo individua Candela Cristofaro detto Maradona che era affiliato al clan Polverino, per conto del quale operava nella “paranza di for o’ Truglio”. Quando nel 2014 gli Orlando presero il sopravvento, era passato agli Orlando così come avevano fatto altri. Il collaboratore precisa di essere a conoscenza delle dinamiche del clan Orlando perché era molto amico di Baiano Pasquale detto Pacci Pacci, già vicino a Nuvoletto Antonio e poi affiliato agli Orlando.