Questione turbogas a Giugliano, cosa succede ora
Questione turbogas a Giugliano, cosa succede ora

Tutti i sindaci del territorio, partiti di schieramenti trasversali, comitati ed associazioni: quasi nessuno, a quanto pare, vuole l’impianto previsto dalla Regione nell’ex centrale Turbogas per smaltire parte delle ecoballe stoccate a Taverna del Re. Dopo l’accelerazione da parte di Palazzo Santa Lucia dei lavori di realizzazione dell’impianto, si sono alzati, dentro e fuori le aule istituzionali, i cori di dissenso.

Venerdì scorso i sindaci dell’area Giuglianese (Nicola Pirozzi, Giacomo Pirozzi, Rosaria Punzo, Luigi Sarnataro, Raffaele De Leonardis) si incontrarono al Comune di Villaricca per fare il punti della situazione. Il sindaco di Giugliano ha annunciato di aver dato mandato a due prestigiosi legali, il Professor Contieri e l’avvocato Mercurio. “Decideranno loro se proseguire sul contenzioso di Qualiano o instaurarne uno nuovo per bloccare l’iter. Il nostro non è un “no” ideologico ma viene dalla volontà di chiedere rispetto per questo territorio per una scelta discutibile da ogni punto di vista, soprattutto ambientale. Nella conferenza dei servizi del 2017, invece, c’era stata la non ostilità all’impianto a Ponte Riccio e anche riguardo al ricorso avanzato dal comune di Qualiano che, come ormai sapete, nel passato era addirittura stato avversato dalla precedente amministrazione con un’azione legale dell’avvocato Lentini”, ha annunciato Pirozzi secondo cui verranno provate “tutte le strade possibili per far cambiare idea alla Regione Campania in un iter che andava bloccato sin dall’inizio invece del lassismo e del clima di favore che si è creata intorno a questa scelta”.

Il riferimento di Pirozzi è al comportamento dell’ex Amministrazione Poziello che, nella conferenza dei servizi nel dicembre 2017, non si oppose alla realizzazione dell’impianto, chiedendo in cambio per il Comune ristori adeguati.

Verbale conferenza dei servizi istruttoria dicembre 2017

Verbale conferenza dei servizi istruttoria dicembre 2017
Verbale conferenza dei servizi istruttoria dicembre 2017

Dentro l’Assise

Diversi esponenti del Consiglio comunale di Giugliano hanno detto no all’ubicazione dell’impianto nell’ex centrale Turbogas. Dal centrodestra si è alzata la voce del capogruppo Paolo Liccardo: “Sulla questione ambientale mi sono distinto anche dalla vecchia maggioranza, opponendomi a quelle scelte.Oggi contiamo su un’amministrazione che ci sta dimostrando di saper ascoltare ed è per questo che attendiamo fiduciosi un segnale chiaro da parte dell’intero consiglio comunale, un segnale contrario alle scelte della Regione, un segnale di discontinuità col passato, un segnale da dare alla città nei fatti”.

Dai banchi della maggioranza ha parlato Rosario Ragosta, il quale oltre a ribadire l’appoggio alla linea del sindaco Nicola Pirozzi, ha anche sottolineato cheun politico degno di questo nome, non può limitarsi a dire “no agli impianti”; dovrebbe anche spiegare se ha una soluzione per bloccare quell’impianto. Anche diversa da quelle individuate dall’amministrazione. Il dibattito, però, deve svolgersi sulle soluzioni. Chi ha proposte le avanzi ben oltre lo spot elettorale perché l’obiettivo, se reale e veramente sentito oltre il famoso orticello di parte, è lo stesso di tutti quelli che la pensano allo stesso modo. Insomma, siamo sulla stessa barca e in nome di Giugliano si collabora perché è l’obiettivo che conta”.

Anche il Movimento Cinque Stelle, con un comunicato ufficiale, ha chiarito la propria posizione, precisando di essere favorevole al distretto del riciclo all’interno del sito di Taverna del Re. “Se Giugliano fu la sede del deposito finale di tale scempio per salvare Capoluogo e Regione, oggi non può considerarsi la sola Città “che ha il problema”, né può sottostare a proposte irricevibili di “compensazioni ambientali. Il MoVimento 5 stelle  – si legge nel comunicato sottoscritto dai due parlamentari Micillo e Castellone oltre che dai 4 consiglieri comunali di Giugliano – ha sempre portato avanti un progetto che prevedeva l’impianto all’interno del sito di Taverna del Re, già dal 2013 Salvatore Micillo proponeva un Distretto del Riciclo all’interno dell’area di stoccaggio delle ecoballe”. Il M5S ricorda anche che l’ex Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha proposto, a più riprese, “un progetto insieme all’Arpa, all’Ispra e alla stessa Regione Campania da disporre all’interno di Taverna del Re. Purtroppo né lo Stato centrale e né gli Enti locali hanno potuto dire la loro”.
Costa e l’incontro con Antonio Albanese
Eppure, da come si evince da alcune foto, quando era ancora ministro dell’Ambiente Sergio Costa incontrò Antonio Albanese, il patron della Cisa, l’azienda che ha avuto l’incarico di realizzare l’impianto al Ponte Riccio. Era il novembre 2018 e l’azienda pugliese già aveva partecipato all’avviso pubblico della Regione, risalente al gennaio 2017 (leggi qui l’articolo che ricostruisce l’iter). In quell’occasione Costa visitò lo stand della società Cisa durante la fiera Ecomondo e fu accolto con una stretta di mano proprio dal presidente Antonio Albanese, finito poi nel marzo 2019 sotto inchiesta dalla Procura di Taranto nell’ambito dell’indagine Monnezzopoli. (Leggi qui l’articolo).
Il decreto regionale che ha invece autorizzato l’impianto alla società Cisa Spa, risale al febbraio 2020. Magari Costa, da ministro interessato alla vicenda giuglianese, avrebbe potuto informarsi presso la Regione quali erano le aziende che avevano risposto all’avviso pubblico, leggere il progetto e magari spingere per una diversa ubicazione di esso. Cosa che invece non è avvenuta.

Fuori dall’Assise

Anche fuori dai banchi dal consiglio comunale si sono alzate diverse voci di dissenso alla realizzazione dell’impianto a Giugliano. Come quelle degli ex consiglieri comunali Anna Russo (CambiaMenti) ed Alfonso Sequino. Quest’ultimo, in qualità di vicecoordinatore provinciale di Forza Italia, ha scritto una lettera al sindaco Pirozzi “per portare avanti azioni congiunte e concrete e per individuare tutti i mezzi e gli strumenti, amministrativi e legali, per tentare di fermare la costruzione di nuovi impianti nell’area che generano un impatto ambientale. Impatto ambientale da considerarsi non individuale ma sommato a quello che già la nostra terra sopporta ogni giorno, a danno dei cittadini e dello sviluppo delle nostre città, esasperate da un’emergenza della quale non si riesce a intravedere la fine”.

Secco no all’impianto sia a Taverna del Re che altrove è arrivato da Potere al Popolo: “Giugliano, come la maggior parte dei comuni del napoletano e del casertano, necessitano di bonifica, di ristrutturazione ecologica, e non certo di altri impianti che la rendano definitivamente la città dei rifiuti. Proprio poche settimane fa è emerso, da uno studio condotto dall’istituto superiore di sanità, in collaborazione con la procura di Napoli Nord, che i due comuni più esposti alla relazione inquinamento/patologie sono Giugliano e Caivano.
Viene da ridere se si pensa che proprio in questi due comuni verranno costruiti i due impianti per lo smaltimento delle “ecoballe” stazionate da anni a Taverna del Re, tra i più grandi ecomostri, nati dai più criminali ecoreati, che questa fetta di territorio nazionale potesse ospitare.
Ora ci dovrebbero raccontare come intendono risolvere la contraddizione: lo studio accenna alla non più procastinabile realizzazione di bonifiche, che servono qui ed ora. Come si sposa, quindi, questa esigenza scientificamente riconosciuta con i 212 milioni di euro di appalto affidato alla A2a per la realizzazione degli impianti e lo smaltimento delle ecoballe nei due comuni più bisognosi di ristrutturazione ecologica?”. 

Cosa succede ora?

La Regione va avanti per la propria strada nella realizzazione dell’impianto. Il progetto c’è e prevede che entro un anno sia portato a compimento. A seguire l’iter direttamente in prima persona è il vicepresidente Fulvio Bonavitacola, il quale nonostante le rimostranze provenienti dai sindaci e dal territorio, è deciso a proseguire dritto per la propria strada. Anche l’azienda pugliese, predisponendo il cartello che indica l’avvio dei lavori, con tanto di tecnici incaricati per la progettazione, è passata dalle parole ai fatti. Resta da capire l’esito del ricorso presentato dal Comune di Qualiano, a cui potrebbe unirsi, come annunciato, anche il Comune di Giugliano.

L’unica soluzione per bloccare l’iter sarebbe quella politica. La classe politica, a  tutti i i livelli, dovrebbe ‘convincere’ la Regione a modificare il progetto e prevederne una diversa ubicazione dell’impianto.

Resta inoltre da chiarire che fine farà quest’impianto dopo che avrà terminato di lavorare le 400mila tonnellate previste. Verrà smantellato? Verrà consegnato al Comune di Giugliano? Saranno previsti ristori per la cittadinanza? E di che tipo?

Interrogativi che aspettano una risposta.

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