Johnson & Johnson
Johnson & Johnson

Alcune farmacie stanno già esponendo gli avvisi per le prenotazioni rivolti ai cittadini da 16 a 60 anni, ai quali somministreranno gratuitamente il vaccino Johnson&Johnson. Pare che il vaccino Johnson&Johnson potrebbe poi essere commercializzato entro la fine del mese. “Ha aderito oltre il 65% delle farmacie nostre iscritte”, commenta Riccardo Maria Iorio, presidente di Federfarma Napoli. Ora il percorso istituzionale prevede la stesura di protocolli regionali.

I farmacisti, intanto, stanno già seguendo la necessaria formazione per inoculare i vaccini ed approfondire le procedure per far fronte ad eventuali reazioni avverse. “Ovviamente solo chi tra i colleghi avrà portato a termine la formazione obbligatoria – prosegue Iorio – potrà direttamente inoculare il vaccino”. “Noi siamo praticamente pronti – conclude Iorio – a contribuire con migliaia di vaccinazioni al giorno. Il vaccino che dovremmo somministrare è quello Johnson & Johnson.

Johnson & Johnson arriva in Italia

“Sono 184mila le dosi del vaccino Janssen della Johnson & Johnson che arriveranno nel pomeriggio all’hub della Difesa di Pratica di Mare. Si tratta del primo lotto del vaccino statunitense che giunge in Italia”.

Così il Commissariato all’emergenza. “Nella tarda serata di ieri sono state consegnate circa 175mila dosi di vaccino Vaxzevria (AstraZeneca, ndr). I due arrivi sono parte dei 4,2 mln di dosi che giungeranno in Italia nel periodo 15-22 aprile, che assieme a quelle nelle disponibilità delle Regioni, contribuiranno in modo significativo al raggiungimento del target della campagna”. Sono attese in Italia entro questa settimana 2,2 milioni di dosi di vaccini anti-Covid.

Gli Usa chiedono la sospensione

Mentre stanno arrivando le prime dosi di Johnson and Johnson in Italia a Pratica di Mare, gli Stati Uniti chiedono una sospensione sul vaccino J&J dopo alcuni casi di coagulazione. Lo riporta il New York Times sottolineando che la Food and Drug Administration e il Centers for Disease Control smetteranno di usare il vaccino nei siti federali e solleciteranno gli Stati a fare lo stesso in attesa delle indagini sui problemi di sicurezza.

La sospensione è legata a sei casi negli Stati Uniti che hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue nelle due settimane successive alla vaccinazione.

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