La moglie di Cutolo intervistata a La7:”Mio marito ha già pagato, si é pentito davanti a Dio. Fatelo uscire, sta morendo in carcere”

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Una intervista esclusiva è andata in onda poco fa a Non è l’Arena su la 7, è stata intervistata donna Immacolata Jacone, moglie di Raffaele Cutolo. La donna ha chiesto perdono e grazia per il marito chiuso in carcere da anni:”L’ergastolo è uno non 10. Escono tanti ergastolani perché lui no? Ha scontato tutto quello che c’era da scontare. Perché me l’hanno fatto sposare? Io non sapevo chi fosse. Pentimento? Lo ha già fatto davanti a dio. I pentiti vengono pagati per dire cose. Lui sta in quella cella, è malato. Non so nemmeno se è vivo o morto. Fatelo curare”, queste alcune parole della moglie di Cutolo.

«Sull’ex ras di Cutolo la condanna a morte dei Licciardi», un delitto svelato dal superpentito

C’è stato un tempo in cui i Licciardi della Masseria Cardone e i Lo Russo di Miano erano vicini. Erano gli anni della guerra tra la Nuova Famiglia e la Nco di Cutolo : è proprio in quel contesto che si colloca l’omicidio di Espedito Ussorio, ucciso in via Janfolla nel 1989, delitto per il quale sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere i fratelli Giuseppe e Domenico Lo Russo. Sono diversi i pentiti che hanno parlato di quegli anni, due in particolare, Ettore Sabatino, ex esponente di primo piano dell’Alleanza di Secondigliano, e Carlo Lo Russo, ex reggente dei ‘capitoni’ nonchè fratello minore di Giuseppe e Domenico considerati gli ultimi irriducibili del clan che ha dominato per trent’anni a Miano.

Sabatino in particolare ha parlato a lungo dei rapporti tra i Licciardi e i Lo Russo con quest’ultimi all’epoca di Cutolo in posizione subordinata rispetto a Gennaro Licciardi, uno dei fondatori dell’Allenza di Secondigliano: «Licciardi incaricò Giuseppe Lo Russo
di ordinare a me, a Gennaro Sacco, e a Carlo Lo Russo di commettere l’omicidio. Ci appoggiammo in un sottoscale del rione Janfolla, appoggio procurato da Domenico Lo Russo, presente con noi nell’occasione». L’omicidio di Espedito Ussorio si colloca nel periodo in cui il clan camorristico Lo Russo e il clan Licciardi erano parte integrante dell’Alleanza di Secondigliano, e trova il proprio movente nella presunta appartenenza della vittima alla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo. Le indagini svolte dalla squadra mobile di Napoli, sotto il coordinamento della Dda, hanno consentito di acquisire riscontri di diversa natura alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

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