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sabato, Luglio 20, 2024
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La regola del clan Abbinante: “Il reggente deve essere uno di famiglia”

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E’ il pentito Luigi Rignante a svelare l’organigramma più aggiornato sul clan Abbinante. La sua collaborazione con la giustizia è iniziata nel luglio 2021 ed ha reso significative dichiarazioni oltre che sulle posizioni e i ruoli di alcuni dei singoli indagati, anche sull’assetto complessivo del clan nel più recente periodo, confermando il rispetto della tradizionale regola in base alla quale il reggente deve essere individuato tra gli appartenenti al nucleo familiare degli Abbinante.

Egli, infatti, ha riferito della successione nella reggenza di Abbinante.Raffaele ad Abbinante. Arcangelo cl. 88 (entrambi destinatari del decreto di fermo del 15.6.2021) e dell’affiancamento a quest’ultimo del fratello minore Abbinante Francesco.

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Dalle dichiarazioni di Rignante emerge dunque che dopo la sanguinosa guerra di camorra del 2012-2013, denominata terza faida di Scampia, gli Abbinante, attesi gli accordi di tregua intervenuti tra tutte le altre famiglie, e sostanzialmente isolati, si sono lentamente riorganizzati ed hanno ripreso dopo accordi intervenuti con tutti gli altri gruppi criminali operanti nel territorio a nord di Napoli ed in particolare con gli Amato-Pagano, la loro attività nelle zone di competenza loro “assegnate”.

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali, e le attività di riscontro, hanno confermato, dunque, l’esistenza e l’operatività di un’organizzazione criminale di stampo camorristico con radicamento territoriale a Scampia e Secondigliano, dove esercita un soffocante e capillare controllo del territorio, gestendo il traffico di stupefacenti, le estorsioni e diverse altre attività illecite.

In particolare le attività di spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio costituiscono la fonte principale di guadagno della associazione attrverso la gestione diretta dello spaccio e l’affidamento al gruppo familiare capeggiato da Mari Salvatore nonché attraverso l’impiego di “pusher privati”, obbligati al pagamento di una quota mensile e tenuti a rifornirsi di quantitativi predeterminati; I proventi di tale attività, come tipicamente avviene nelle organizzazioni camorristiche, sono in parte destinati al sostentamento dei detenuti e dei loro nuclei familiari; II clan intrattiene inoltre rapporti con le associazioni criminali operanti nei territori contigui: Amato – Pagano (Melito di Napoli), Vanella Grassi (Secondigliano, San Pietro a Patierno e parte di Scampia), Masseria Cardone (Secondigliano). Il linguaggio utilizzato dagli indagati è spesso criptico (in particolare nel corso delle intercettazioni telefoniche) ma i termini utilizzati sono agevolmente decodificabili alla luce dei numerosi riscontri acquisiti e con riferimento al contesto del colloquio ed agli interlocutori. Tra le cautele adoperate dagli indagati vi è quella di abbandonare la vettura (temendo la presenza di ambientali) e proseguire di persona il colloquio. Di seguito sono riportate le conversazioni di maggior rilevanza investigativa, così come riportate in richiesta, trattate in modo omogeneo in considerazione dell’ambito o del settore di operatività del clan in cui si inseriscono. Si è reso necessaria la loro quasi integrale trascrizione in quanto il quadro gravemente indiziario a carico degli indagati è frutto della loro complessiva valutazione.

Nel verbale del 26.7.2021 il pentito Rignante ricostruisce un elenco di persone detenute del clan, cui vengono distribuite le mesate mensilmente, che sono: Raffaele ABBINANTE senior, Guido ABBINANTE, Antonio ABBINANTE, Arcangelo ABBINANTE, figlio di Antonio; Gennaro ABBINANTEfiglio di Guido; Salvatore BALDASSARRE,  Giovanni CARRIELLO, Paolo CIPRIO, Arcangelo ABBINANTE di Guido e Gianluca VITALE”. I soldi vengono consegnati ai familiari liberi. La distribuzione delle mesate, casa per casa,
era curata, prima del suo arresto, dallo stesso Ciprio Paolo.
Tutti i soggetti suddetti prendono € 1.000 al mese, provento di droga ed estorsioni. Solo
Gianluca VITALE prende 500 € al mese”.

Lo spaccio di droga a Scampia non è mai morto, ha solo cambiato pelle: così gli Abbinante gestivano il business

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