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domenica, Luglio 14, 2024
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Lo spaccio di droga a Scampia non è mai morto, ha solo cambiato pelle: così gli Abbinante gestivano il business

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Il bussines della droga a Scampia non è mai morto. Certo, non siamo ai livelli di qualche anno fa quando all’ombra delle Vele si spacciava notte e giorno, tanto da diventare una delle piazze di spaccio più famose e redditizie d’Europa, ma col passare degli anni il modus operandi si è evoluto. Come ricostruito dall’ultima inchiesta a gestire il business era il clan Abbinante.  Secondo i magistrati la cosca, in passato vicina ai Di Lauro poi diventata costola degli Amato-Pagano, aveva la gestione ed il controllo delle piazze di spaccio del LOTTO SC 3, cd. 33, e su altre piazze, insistenti in zone su cui il clan Abbinante ha esteso il proprio controllo nelle quali vengono spacciate sostanze stupefacenti di tutti i tipi: eroina, cocaina, hashish, crack e marijuana. 

Erano presenti sia la classica ‘piazza di spaccio statica’ sia mediante contatti dinamici (con consegna all’acquirente della sostanza stupefacente ordinata attraverso contatto telefonico). I ruoli erano ben divisi tra i vari affiliati.

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Abbinante Arcangelo e Ciprio Paolo erano ritenuti i capi e promotori della intera struttura di narcotraffico nonché quali organizzatori e gestori di una piazza di spaccio di sostanza stupefacente di eroina e cocaina; Mari Salvatore, quale capo e promotore, con il compito di organizzare e gestire l’intero complesso delle attività di spaccio svolte all’interno della piazza cd. della 33 e attraverso i cd. pusher privati per conto del clan, al quale presentava con cadenza regolare un rendiconto delle attività svolte; Cuomo Alessio e Sergio Patrizio, luogotenenti di Mari Salvatore, con compiti contabili e di custodia, taglio e suddivisione dello stupefacente in dosi, di mantenere i contatti con gli acquirenti, organizzare l’attività dei pusher operanti all’interno della piazza di spaccio e di quelli che operavano lo spaccio “dinamico ”; Bartolo Francesco, con compiti di custodia, taglio e confezionamento dello stupefacente in dosi anche curandone il trasporto e la consegna ai pusher; Gelsomino Giovanni, con il ruolo di mantenere rapporti con fornitori e acquirenti e concludere per conto e nell ‘interesse del clan transazioni relative a consistenti quantitativi di sostanze stupefacenti (cd. passaggi di mano); Candido Vincenzo, quale acquirente stabile di consistenti quantitativi di sostanza stupefacente dal gruppo destinati poi alla successiva cessione al dettaglio in provincia di Rimini; Rignante Alessandro, quale acquirente stabile di consistenti quantitativi di sostanza stupefacente dal gruppo; Martello Domenico, con il compito di prelevare e depositare la sostanza stupefacente destinata alla piazza di spaccio nonché di raccogliere e custodire il denaro incassato dall ‘attività di spaccio; Conte Giuseppe, con il ruolo di pusher e di addetto alla custodia degli incassi e della sostanza stupefacente; Servodio Valentina, con il compito di custodire la sostanza stupefacente detenuta all’interno dell’abitazione coniugale e di provvedere al trasporto della sostanza stupefacente; Maria Antonio e Guarino Paolo, con il ruolo di procacciare acquirenti della sostanza stupefacente ovvero provvedere direttamente alle cessioni o al trasporto

Le indagini si sono articolatale attraverso attività di intercettazione telefonica, telematica ed ambientale, attività di riscontro, attività di assunzione di dati ed informazioni.  In particolare l’ascolto di alcune conversazioni nell’ambito di intercettazioni ambientali all’interno dell’autovettura utilizzata dall’indagato Bartolo Francesco, detto “o boll”,  consentiva di appurare la “ricostituzione” di una piazza di spaccio all’interno del Lotto SC-3 riconducibile alla gestione di MARI Salvatore, figura criminale di spessore scarcerato il 25.03.2017 – cui fare riferimento per “riorganizzare” le attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Il Mari in particolare si occupava in particolare di predisporre grossi quantitativi da cedere ai vari acquirenti, dello stoccaggio e suddivisione in dosi della sostanza nonché della raccolta e custodia del denaro ricavato dall’illecita attività, che veniva utilizzato poi per il pagamento degli “stipendi” agli appartenenti all’organizzazione oltre che per l’acquisto di ulteriori quantitativi di stupefacente. Il Mari controllava la piazza di spaccio e le attività dei sodali e per le sue notevoli capacità organizzative era, allora come ora, soprannominato nell’ambiente criminale con l’appellativo di “O’ Tenente”. Sono state, quindi, autorizzate e svolte operazioni di intercettazione telefonica su numerose utenze ricollegabili a MARI Salvatore, BARTOLO Francesco ed altri soggetti, accompagnate dall’installazione di videocamere.

IN CARCERE

ABBINANTE Francesco, ARPINO Andrea, BASILE Luigi, BARTOLO Francesco, CAPASSO Nicola, Ciriello Tommaso, CUOIO Alessio, FELICE Dario, DI NAPOLI Claudio, ESPOSITO Guido, GELSOMINO Giovanni, Iorio Salvatore, Mari Salvatore, NOCERA Francesco, PAGANO Vincenzo, RIGNANTE Alessandro, ROMANO Giuseppe,  SERGIO Patrizio,  CONTE Giuseppe, MARTELLO Domenico.

ARRESTI DOMICILIARI

CANDIDO Vincenzo

DIVIETO DI DIMORA

Basile Salvatore, MARI Antonio, ERRICO Alessandro, ESPOSITO Giancarmine, GUARINO Paolo, VIAROTTA Rosa,  MONETTI Giovanna, CALZONA Gennaro,  CARRINO Vincenzo, DIANA Filippo, FRATTINI Vincenzo,  GARGIULO Ciro, MASULLO Vincenzo,  MATUOZZO Gennaro, RUSSO Gennaro, VOLPICELLI Salvatore

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiamo Il Roma
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