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venerdì, Gennaio 21, 2022
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L’amministrazione di Villaricca mischia le carte per le elezioni. Da Guarino a Tirozzi, ecco chi sosterranno


Quando allo schieramento sostenuto a livello locale o al colore della giunta di cui si fa parte non corrispondono le intenzioni di voto alle politiche del 4 marzo. Almeno di quelli che qualche cosa sull’orientamento alle elezioni l’hanno fatta trasparire, perché per il resto vige un certo mutismo che sa quasi di imbarazzo.

È il caso piuttosto particolare di Villaricca, guidata attualmente dalla sindaca del Pd Maria Rosaria Punzo. E partiamo proprio dalla giunta in carica. All’interno dell’esecutivo, definito di centrosinistra con qualche virata al centro e forse più, figura come assessore Francesco Guarino.

Il titolare di deleghe come lavori pubblici e servizi pubblici è un membro convinto di Forza Italia, partito con il quale fu eletto consigliere provinciale candidandosi poi alle regionali 2015 prendendo 12.000 e risultando il secondo dei non eletti. Ora, posto che non è affatto da escludere una larga intesa dal 5 marzo con Partito Democratico e Forza Italia che potrebbero ritrovarsi nuovamente a braccetto in un esecutivo d’emergenza o in un governo del Presidente come fu nel 2013, sembra una stranezza che un assessore di una giunta comunque a guida democrat faccia convintamente campagna per un polo opposto. Ma allora: a livello locale sono più i punti di contatto tra Pd e il mondo vicino a Forza Italia e centrodestra rispetto a quello che si crede o in realtà nella giunta di Punzo, espressione di Raffaele Topo che peraltro cerca un posto al sole in Parlamento nel collegio di Torre del Greco, si è a briglie sciolte?

«Non la metterei su questo piano» ribatte ad Internapoli.it Guarino. «Quella in carica – dice – è una giunta trasversale, non ha una connotazione di centrosinistra come in molti, compresa la stampa, dice. Io sono e resto di Forza Italia, voterò Forza Italia alle politiche ma a livello villaricchese c’è una convergenza programmatica con Rosaria Punzo sul centro storico o sulla riqualificazione delle periferie. Ci sono altri casi a Villaricca di politici chi fa parte di una coalizione ma che vota altro alle politiche. Che male c’è?»

Ma è davvero così? Ad occhio e croce si. Un esempio può essere quello del consigliere Tobia Tirozzi. All’opposizione in consiglio comunale, il diretto interessato sostenne il candidato sindaco di centrosinistra (se si vuole usare tali terminologie per individuare gli schieramenti) Gianni Granata, quest’ultimo candidato al plurinominale con il partito di sinistra Liberi e Uguali. Ma nelle scorse settimane è arrivato l’endorsement di Tirozzi alle politiche per Vincenza Giacobbe esponente della civica Trasparenza per Villaricca e candidata alla Camera dei Deputati con Fratelli d’Italia, non certo un partito progressista come può essere Leu in cui l’ex candidato a primo cittadino Granata concorre per entrare in Parlamento.

Nell’attuale opposizione figura anche Annamaria Porcelli, nipote di Flora Beneduce, altro esponente di Forza Italia che da consigliera regionale spera di essere eletta alla Camera. Ci sono anche i casi di chi preferisce non esprimersi. Due su tutti. Il consigliere di maggioranza Mario Molino e quello d’opposizione Raffaele Cacciapuoti. I due, per motivi diversi, nicchiano su chi o quali schieramenti appoggeranno alle elezioni. Molino, deluchiano di ferro e vicino all’ex sindaco di Mugnano ed ex presidente Soresa Giovanni Porcelli che sperava in una candidatura non arrivata, negli ultimi tempi ha mostrato insofferenza per l’operato della giunta. Posto questo e posto che si è sempre dichiarato di centrosinistra (fondò la civica Area Nord) chi sosterrà visto che sembra non avere in questo momento un riferimento preciso? «Non comment» afferma il diretto interessato. Dichiarazioni simili per Raffaele Cacciapuoti, membro dell’Udc in consiglio comunale a Villaricca ma a sostegno della (non) maggioranza di Luigi de Magistris al consiglio della Città Metropolitana di Napoli dove ricopre il ruolo di consigliere con delega alla viabilità. «Il voto è segreto – il laconico commento di Cacciapuoti – Non mi esprimo. Preferisco così. Ma non ho alcun imbarazzo, di nessun tipo».

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