Lupara bianca per tre ras scissionisti, attesa per l’esame del dna

C’è grande attesa per l’esame del dna che verrà effettuato sui resti dei tre corpi rinvenuti ieri mattina a Mugnano nei pressi della Circumvallazione. L’esame servirà a comparare i dati genetici dei resti rinvenuti con quelli dei familiari per accertarne l’identità. Decisivo, per il ritrovamento dei resti dei tre scissionisti sulla Circumvallazione a Mugnano, il lavoro del penalista Luigi Senese. L’avvocato di Carmine Amato Francesco Biancolella in sede processuale ha evidenziato le discrepanze nel racconto del pentito Carmine Cerrato. Il legale si è, così, attivato con indagini difensive per scovare i resti dei tre ras, risalenti alla guerra interna agli scissionisti. I tre corpi sarebbero di Francesco Russo (alias dobermann), del figlio Ciro Russo e dell’autista Vincenzo Moscatelli uccisi e fatti scomparire nel 2009.

La fine dei ‘Doberman’ decisa da Lo Russo e Scissionisti

Cerrato aveva indicato agli inquirenti una zona diversa anche se non molto distante da quella dove sono stati effettivamente rinvenuti i resti degli scissionisti di Mugnano. Nel 2015 il pentito riferì che i corpi dei tre si sarebbero dovuti trovare a poca distanza dal terreno dove invece sono stati individuati stamattina. All’epoca le forze dell’ordine e il pm Enrica Parascandolo seguirono le indicazioni di Cerrato ma non trovarono nulla. L’avvocato Senese, legale di Amato e Biancolella, aveva così deciso di iniziare uno scavo dopo aver preventivamente avvertito il procuratore Giovanni Melillo e i pm Maurizio De Marco e Vincenza Marra. Adesso Amato e Biancolella, i due imputati, sono attesi in corte di assise appello per il processo di secondo grado.

Le ordinanze contro i vertici dei due clan

Per quel triplice omicidio furono emesse ordinanze di custodia cautelare a carico di ras e gregari di scissionisti e dei Lo Russo. In manette finirono Carmine Amato, Cesare Pagano, Francesco Biancolella, Lucio Carriola (per il quale l’ordinanza fu poi annullata), Mario Riccio, Oscar Pecorelli e Oreste Sparano. I killer agirono su richiesta dei Lo Russo che decretarono quelle morti per eliminare elementi diventati troppo autonomi.

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