Gli ultimi giorni di Maradona segnati dai ‘demoni’ dell’alcol e della depressione

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Ricostruire gli ultimi giorni della vita di una leggenda è difficile, probabilmente, è un tentativo inutile. L’epilogo sulla vicenda di Diego Armando Maradona sarà chiaro tra giorni o forse anni: sicuramente non adesso che la polvere del clamore mediatico offusca ogni valutazione oggettiva. Inoltre la statura del campione è enorme e ogni dettaglio clinico, al momento, è difficile da carpire. Il dolore non lascia spazio all’oggettività e alla razionalizzazione e, almeno per ora, mettere insieme i pezzi è difficile. Questo caso, poi, è ancora più complicato perché il personaggio sportivo è tra i più controversi e ingombranti della storia, non solo del calcio.

LE CONDIZIONI DI MARADONA SECONDO IL SUO MEDICO PERSONALE

Il 3 novembre il suo medico personale Leopoldo Luque parlava di un quadro clinico complesso. Sul Pibe de Oro sembravano calate le ombre dell’anemia, ansia e depressione. “È doloroso vederlo ridotto così. Vive costantemente sedato e bombardato di farmaci. La verità è che mi si spezza il cuore – scriveva la figlia Dalma sui social – Non è normale che una persona di 60 anni, ancora lucida e forte, cammini trascinandosi e faccia fatica persino a parlare”.

L’ULTIMA APPARIZIONE DI DIEGO SUL TRONO

Venerdì 30 ottobre l’ex fantasista azzurro fu costretto a lasciare la panchina dopo l’esordio con il suo Gimnasia sorretto dagli assistenti, dopodiché si recò nella clinica Ipensa di La Plata. “Vogliamo fargli un controllo completo. Lo stress emotivo sta colpendo anche il suo corpo: quando non stai bene, mangi meno, dormi male, i farmaci che prendi non hanno gli effetti sperati”, spiegò Luque. L’ex calciatore stava combattendo per disintossicarsi dall’alcol e per attenuare la depressione.

“Non aveva le autorizzazioni necessarie per venire allo stadio venerdì scorso. Sapeva di non essere in forma, non mi è piaciuto vederlo così in campo. Avrei preferito se fosse rimasto a casa. Il club non gli aveva dato alcun ultimatum, anzi gli avevamo detto che non sarebbe stato un problema”, disse il presidente del club argentino, Gabriel Pellegrino.  Maradona uscì dall’ospedale il 12 novembre dopo l’operazione per un edema subdurale, dopodiché venne portato nella sua casa a Tigres.

L’AVVOCATO DI MARADONA

Il suo avvocato e amico Matias Morla disse: “Non è stata affatto un’operazione di routine, per me è un miracolo che sia vivo. Credo che Diego abbia vissuto il momento più duro della sua vita. Avrebbe potuto perdere la vita ma per fortuna questo pericolo è passato perché l’intervento del dottor Luque è stato tempestivo. Con lui ho parlato e so che ha tanta voglia di tirarsi fuori dai problemi personali che ha. Intanto bisogna che ci sia una riunione con i suoi familiari e con i medici che si occupano di lui”. Diego è caduto tante volte, forse troppo per la vita di un solo uomo. Noi abbiamo sperato in un diverso epilogo ma oggi il Dio del calcio ci lascia e non sarà più la stessa colpire ad un pallone.