Parolisi fuori dal carcere, il fratello di Melania Rea: “Deve scontare la sua pena”

L’ergastolo che non hanno dato a Parolisi lo abbiamo preso noi. Nessuno potrà ridarci Melania“, queste le parole di Michele Rea, fratello di Melania uccisa dal marito Salvatore Parolisi. Le dichiarazioni sono state raccolte dalla trasmissione Chi l’ha visto dopo l’indiscrezione che ha rivelato che l’ex militare potrebbe tornare in libertà dopo la condanna per l’omicidio della moglie. “Mi auguro che possa scontare tutti gli anni di pena”, ha aggiunto il fratello Michele.

Parolisi ha maturato i requisiti per chiedere l’uscita magari per un lavoro esterno. Opzione che gli avvocati potrebbero utilizzare una volta terminata l’emergenza coronavirus. La notizia suscita grande preoccupazione nella famiglia della vittima. L’uomo è detenuto al carcere di Bollate.

Nella puntata di ieri, “Chi l’ha Visto?”

La trasmissione ha ripercorso le vicendia di Melania Rea, riportando la notizia della possibile scarcerazione di  Parolisi. L’ex militare Parolisi condannato per la morte della moglie potrebbe tornare libero dopo aver scontato meno di nove anni di galera. La notizia, ovviamente, ha già scatenato l’indignazione ovunque. «Può richiedere di usufruire di permessi premio perché è a quasi metà della pena. Chiederà di poter beneficiare di queste possibilità», ha spiegato l’avvocato Nicodemo Gentile.  Il legale della famiglia Rea però si dice preoccupata di ritrovarsi davanti l’assassino di Melania. «Speriamo che questo non comporti che la famiglia di Melania possa ritrovarselo sulla porta di casa perché ha perso la patria potestà della figlia». Poi ci pensa il fratello della vittima ad aggiungere le parole: «A noi nessuno ci ridarà più Melania. Spero che gli ultimi anni che dovrà scontare se li faccia tutti».

L’omicidio

La notizia su Parolisi circola sui social e ha suscitato indignazione. «Può richiedere di usufruire di permessi premio perché è a quasi metà della pena. Chiederà di poter beneficiare di queste possibilità», assicura l’avvocato Nicodemo Gentile.  Il corpo di Melania, giovane mamma di Somma Vesuviana, venne ritrovato nel bosco al confine tra Abruzzo e Marche, due giorni dopo la sua morte. Il marito Parolisi ne aveva denunciato la scomparsa durante una gita nel mese di aprile del 2011. Le indagini sono quindi approdate nella caserma di Ascoli, dove Parolisi istruiva proprio le giovani soldatesse. E in quei giorno, proprio dopo il delitto, è venuto alla luce la doppia vita dell’uomo. Il terzo incomodo era Ludovica, ex allieva di Parolisi. La relazione extraconiugale è stata poi verificata e giudicata il movente dell’omicidio. Parolisi è stato condannato a vent’anni di carcere.