Focolaio a Mondragone, positivi 27 operai di un’azienda agricola: pubblicati i nomi dei contagiati

Mondragone, si allarga il focolaio di coronavirus
Mondragone, si allarga il focolaio di coronavirus

La massiccia attività di screening in corso in questi giorni a Mondragone e comuni limitrofi sta portando alla luce nuovi contagi da coronavirus. Il focolaio casertano desta non poche preoccupazioni e le autorità regionali hanno deciso di prorogare la zona rossa nel comune del litorale. L’ordinanza firmata martedì sera dal presidente della Regione Vincenzo De Luca sono state ‘prolungate’ fino al 7 luglio le misure di contenimento. In particolare, i riflettori sono puntati sui cosiddetti palazzi Cirio di Mondragone

Sono 28 i nuovi casi di coronavirus riscontrati dopo la seconda ‘ondata’ di tamponi effettuati nel comune. I nuovi positivi si aggiungono alle prime 43 persone già sottoposte alle misure del caso.

Focolaio in un’azienda agricola

Ventisette dei ventotto nuovi casi riguardano operai di una azienda agricola poco distante da Mondragone, sottoposta su ordinanza del sindaco di Falciano del Massico, Erasmo Fava, a sospensione. Nella giornata di ieri, si legge nell’ordinanza sindacale, la Polizia municipale ha effettuato un sopralluogo riscontrando la non sospensione dell’attività, nonostante questa fosse richiesta da una nota dell’Unità operativa di prevenzione collettiva della Asl di Caserta. Il sindaco di Falciano del Massico ha quindi disposto la sospensione dell’attività «con decorrenza immediata fino all’avvenuta rimozione delle ragioni di pericolo attuale e concreto per la salute pubblica, connesso all’emergenza sanitaria localizzata sul territorio».

I dipendenti, secondo quanto si apprende, sono residenti in buona parte a Mondragone. Diciotto dei lavoratori risultati positivi hanno domicilio nel popoloso parco cittadino.

Caos a Mondragone: pubblicati i nomi dei positivi ai test

I diciotto domiciliati a Mondragone sono stati al centro delle polemiche nella mattinata di mercoledì. Il comune di Mondragone, infatti, ha reso pubblici i dati, con nomi, età e indirizzo, dei 18 positivi al coronavirus. Un errore evidenziato da alcune testate locali che hanno così fatto correre ai ripari l’Ente casertano. Sull’albo pretorio, infatti, nel documento che sanciva la quarantena per i contagiati ha reso pubbliche informazioni protette dalla legge sulla privacy. Poco dopo il comune ha cancellato tutti i dati sensibili.