Mugnano, Sarnataro senza maggioranza: sindaco appeso all’opposizione per evitare la sfiducia

Da dissidenti di maggioranza a possibili avversari politici nelle prossime elezioni comunali. Sembra questo il percorso che stanno portando avanti quattro consiglieri della maggioranza di Sarnataro e che alle prossime elezioni comunali, invece, potrebbero camminare tutti insieme in una coalizione alternativa. Si tratta di Elisabetta Riccio, Gennaro Assunto, Renato Verrazzo e il presidente del Consiglio Pierluigi Schiattarella. Quest’ultimo dovrebbe essere il candidato a sindaco.

Come si è formato il gruppo di dissidenti

Nell’ultimo anno, durante i consigli comunali, non sono mancate le stoccate da parte dei quattro dissidenti su vari punti all’ordine del giorno al sindaco Sarnataro. Per esempio Verrazzo ha votato contro alcuni provvedimenti presentati dall’amministrazione Sarnataro, così come il Presidente Pierluigi Schiattarella, i consiglieri del Pd Elisabetta Riccio e Gennaro Assunto. Il fronte dei 4 dissidenti potrebbe saldarsi in vista delle prossime elezioni comunali. Infatti i 3 democrat potrebbe bloccare la ricandidatura Sarnataro come sindaco del Pd.

Le dichiarazioni di Sarnataro

Spero che il nostro presidente del consiglio possa continuare a condividere con la maggioranza i provvedimenti per la città” – dichiara il primo cittadino, inoltre, sostiene di non temere affatto una sfiducia da parte dei 13 consiglieri comunali: “Non mi sfiducerebbero mai, perché nessuno vuole condannare la città ad un anno e mezzo di commissariamento. La sfiducia sarebbe presentata dopo il termine ultimo del 24 febbraio previsto per legge. Secondo l’articolo 8 della Legge 120 del 1999 – conclude Sarnataro – mancherebbero i tempi tecnici per votare in primavera dunque il Comune di Mugnano sarebbe commissariato“. Secondo i rumors non tutti i membri dell’opposizione sarebbero disposti a mandare a casa Sarnataro. Di fatto alcuni consiglieri di minoranza hanno collaborato con l’amministrazione attraverso astensioni bonarie, assenze volute e voti favorevoli.

Il caso del Comune di Cassolnovo

E’ giusto citare, però, il caso del Comune di Cassolnovo del marzo 2014, quando il sindaco fu sfiduciato dai consiglieri a due mesi dalla fine del mandato e si andò regolarmente al voto di maggio.

La replica di Sarnataro all’Upm

Il sindaco Luigi Sarnataro ha preso atto delle dimissioni dell’assessore Maria Giovanna Di Maro e delle dure critiche ricevute dal consigliere dell’Upm Renato Verrazzo. Il primo cittadino ha così risposto agli attacchi: “Nei giorni scorsi ho chiesto a Di Maro se fosse intenzionata a continuare il percorso in giunta, nonostante la palese assenza di sostegno verso la mia amministrazione da parte del gruppo Upm, o se ritenesse opportuno dimettersi. L’assessore ha deciso di lasciare a causa di rapporti non ottimali con funzionari comunali e per dissidi politici. La ringrazio perché ha lavorato bene e ha portato avanti provvedimenti importanti come declassificazione della Circumvallazione Esterna“.