Omicidi di Genny e Enzo, Annunziata ‘inguaiato’ dai suoi ex capi

E’ Gianluca Annunziata l’ultimo componente del commando che uccise Genny Cesarano quella notte in piazza San Vincenzo del settembre 2015. Decisivi i racconti di Carlo Lo Russo e Mariano Torre per permettere agli investigatori di dare un nome e un volto all’ultimo componente del commando che aprì il fuoco in piazza come ‘risposta’ ad una stesa avvenuta a Miano. Annunziata era stato già tirato in ballo in relazione ad un altro delitto rimasto un giallo per anni, quello di Vincenzo Priore, il giovane di Secondigliano freddato alla Masseria Cardone dopo una lite per futili motivi scoppiata tra esponenti dei Licciardi e dei Lo Russo. Fondamentali, anche allora, per la ricostruzione di quel delitto e per conoscere il contesto in cui è maturato ed è stato occultato sono state le dichiarazioni di ex ‘pezzi da novanta’ della camorra partenopea. Come Carlo Lo Russo, l’ex capo dei ‘capitoni’ di Miano poi arresosi allo Stato e divenuto collaboratore di giustizia. Lo Russo ha parlato agli inquirenti di quell’omicidio tirando in ballo i suoi ex sodali:«Gianluca Annunziata era uno dei miei. Era uno che sparava, in particolare quando si è pentito Mario (Mario Lo Russo ndr) lui era molto preoccupato e fece riferimento all’omicidio di Bonetti, l’amico di Bijoux. Inoltre quando ero in carcere ho saputo che ha partecipato all’omicidio del ragazzo della discoteca».

L’ex boss di Miano parla anche di un colloquio avuto in carcere con Arcangelo Abbinante quando i due erano entrambi detenuti:«Arcangelo mi disse che era stato un parente di Valerio Nappello di cui però non mi fece il nome. Anche Mariano Torre parla di quel delitto:«Gianluca ha partecipato alle stese contro Walter Mallo. Ho saputo che ha partecipato all’omicidio di un ragazzo che era un parente dei Licciardi, ucciso dopo una serata in discoteca, ho preso le sue difese perchè (omissis) voleva la sua morte».