Nel riquadro Vincenzo De Luca, ucciso nel febbraio scorso a Scampia

Un’ipotesi che getta un’ombra cupa sulla spietatezza del clan Abbinante. Quella dell’omicidio di Vincenzo De Luca ‘Tarantella’, il ras ucciso nella zona della ’33’ lo scorso febbraio (leggi qui l’articolo). Per questo omicidio non esiste al momento nessun indagato tuttavia dal tenore di alcune intercettazioni e di alcune ambientali viene avanzata l’ipotesi di un probabile coinvolgimento degli Abbinante tale da qualificare tale delitto come frutto di un’epurazione interna. Da quanto emerge nel decreto di fermo eseguito nei giorni scorsi dagli uomini della squadra mobile contro il gruppo del Monterosa all’origine di quel delitto vi sarebbe la sottrazione di un grosso quantitativo di hashish ad un gruppo attivo in provincia di Salerno. De Luca, insieme ad altri affiliati al clan, nelle settimane precedenti al suo omicidio viene segnalato più volte a Pagani. Inoltre a novembre Raffaele Abbinante e Paolo Ciprio hanno un incontro con un personaggio molto in vista degli Amato-Pagano. Dalle intercettazioni si evince che gli Abbinante erano stati convocati da Marco Liguori, reggente degli Amato-Pagano, che chiedeva loro chiarimenti in merito ad una rapina di circa 400 chilogrammi di hashish in cui sarebbe rimasto coinvolto proprio ‘Tarantella’.

Le difficoltà degli Abbinante con gli Amato-Pagano: il furto effettuato da Tarantella e da due affiliati

Abbinante e Ciprio, comprendendo che l’improvvisa e sorprendente quantità di hashish nella disponibilità dei loro ras, era frutto di una sottrazione dello stupefacente ad un gruppoche si era rivolto agli Amato-Pagano, che chiedevano soddisfazione, manifestavano tutta la loro preoccupazione. Si comprende infatti dalle intercettazioni che colui il quale aveva patito il furto di almeno parte dei quattrocento chilogrammi di hashish sottratti a Pagani, tale ‘Ciccio o macellaio’,  si era rivolto a Liguori sospettando dei tre ras del gruppo del Monterosa, tra cui De Luca. Episodio questo che poteva mettere nei guai i vertici del gruppo che, non solo doveva agire contro i suoi affiliati, ma poteva addirittura essere a sua volta sospettato di aver organizzato il tutto. Uno dei tre ras coinvolti inoltre, incurante del pericolo, aveva proposto la vendita della droga addirittura ai Di Lauro.

Il giorno dell’omicidio

Il giorno dell’omicidio Abbinante e Ciprio viaggiano a bordo del veicolo intercettato di rientro da Marano e quest’ultimo chiede a Raffaele Abbinante di “spicciarsela” lui stesso con i “due scemi”, indicando in questo modo soggetti i quali avrebbero dovuto provvedere a svolgere un compito per conto del clan. Poco dopo avviene l’omicidio di ‘Tarantella’: sono le 17,30. Mezz’ora dopo Abbinante si reca di persona a casa dello zio: una volta entrato nell’abitazione di ques’ultimo dice:«Oggi non mangiano e ce ne andiamo …OMISSIS…». Nel rimettersi in viaggio, percorrendo via Monte Rosa, Abbinante Raffaele viene inoltre fermato ed affiancato da un affiliato che gli racconta dell’omicidio di De Luca, circostanza che l’uomo accoglie con fredda indifferenza. Successivamente Ciprio suggerirà a Raffaele Abbinante di farsi vedere sul luogo del delitto, per allontanare il sospetto che essi possano in qualche modo essere coinvolti. Per quel delitto al momento non risulta alcun indagato, tuttavia questa ricostruzione viene ritenuta dagli inquirenti molto probabile e indicativa di ciò che avvenne in quei mesi nel clan.

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