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mercoledì, Luglio 17, 2024
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Omicidio del nipote del boss Misso, condannati tre ras della Sanità

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Faida della Sanità, arrivano le condanne per i ras dei Sequino. Era il novembre del 2006 quando a Porta San Gennaro cadde sotto i colpi dei killer Vincenzo Prestigiacomo. L’uomo, marito di Celeste Misso e cognato dei più noti Michelangelo, Giuseppe e Emiliano Zapata. Questo pomeriggio, dinnanzi al gip Della Ragione (XIII sezione) sono arrivate le condanne per tre ras imputati per quel delitto. Con la concessione delle attenuanti sono stati condannati Vincenzo Troncone a trent’anni, Nicola Sequino a venti e Gennaro Spinosa a dieci anni di reclusione. Assolto Andrea Manna.

La guerra tra i Misso e i Torino

Le indagini, svolte dalla squadra mobile sotto il coordinamento della Dda, consentirono di acquisire riscontri di diversa natura alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia tanto da delineare un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati destinatari della misura. Arresti che scattarono nel maggio dello scorso anno. Prestigiacomo morì a soli 33 anni. Durante quell’azione di fuoco una donna rimase ferita: era all’interno di un bar quando fu colpita da una pallottola vagante. Erano gli anni della guerra tra i Misso e la fazione scissionista capeggiata da Salvatore Torino ‘o gassusar.

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