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domenica, Gennaio 23, 2022
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Omicidio gioielliere a Marano. Falsi indizi, poi la fuga: le accuse ai complici di De Fenza


Sono accusati di essere in qualche misura complici di Maurizio De Fenza, l’esecutore materiale dell’omicidio del gioielliere Salvatore Gala, avvenuto nel maggio di un anno fa, e per questo sono stati arrestati dal Nucleo Operativo dei carabinieri della Compagnia di Giugliano diretti dal capitano Antonio De Lise nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord. Michele Battilomo, 31 anni, Santolo Chianese, 34 anni e Maria Russo, 31 anni, avrebbero, secondo l’accusa, aiutato De Fenza nelle immediatamente successive al delitto. Battilomo è finito in carcere mentre Chianese e Russo, il primo difeso dall’avvocato Carlo Carandente Giarrusso mentre il secondo difeso dagli avvocati Giovanni Nappa e Raffaele Costanzo, sono ai domiciliari.

Nella fattispecie, nell’ordinanza firmata dal Gip Barbara Del Pizzo, che ravvisa “gravi indizi di colpevolezza’’ per i tre soggetti,  si legge come Michele Battilomo si trova ora in carcere perchè avrebbe “in concorso con De Fenza Maurizio (per cui si procede separatamente) per procurare a sé un ingiusto profitto, adoperava un’efferata violenza nei confronti di Gala Salvatore ingaggiando con lo stesso una colluttazione ed uccidendolo con un colpo d’arma da fuoco per assicurarsi il possesso dei gioielli e dell’oro contenuto nella cassaforte della gioielleria di proprietà della vittima. In particolare sottraeva preziosi in oro e brillanti per un peso complessivo di circa 10 kg e per un valore di circa 300.000 euro nonché un quantitativo in denaro pari a circa 2000 euro’’. E “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, illegalmente deteneva un’arma del tipo pistola cal. 7,65 e la portava in luogo pubblico’’ e “Con l’aggravante di aver commesso il reato per eseguirne un altro od occultarne un altro ovvero per conseguire o per assicurare a sé il prodotto od il profitto di un altro reato. Con la recidiva specifica ed infraquinquennale’’.  In più Battilomo, si legge sempre nell’ordinanza del Giudice delle Indagini Preliminari Del Pizzo, “al fine di procurare a sé o ad altri un profitto acquistava o comunque riceveva l’arma provento di delitto in quanto non forniva una plausibile giustificazione della sua provenienza’’.

Santolo Chianese è agli arresti domiciliari perché, secondo l’accusa, “dopo la commissione dei reati da parte di De Fenza Maurizio e Battilomo Michele, interveniva per aiutare gli stessi nella fuga, nell’occultamento del corpo del reato e delle cose pertinenti il reato nonché nell’inquinamento del quadro probatorio risultando determinante per l’elusione delle investigazioni dell’Autorità giudiziaria e per l’assicurazione del profitto/provento della rapina. In particolare si recava nella gioielleria di Gala Salvatore immediatamente dopo’’ il delitto “aiutandoli ad occultare le prove e i reati sottraendo il telefono della vittima Gala Salvatore ed il supporto per la registrazione delle immagini di videosorveglianza; ad occultare l’arma del delitto; ad assicurarsi il possesso della refurtiva; ad organizzare una fuga dalla gioielleria “Gala’’ con la propria autovettura marca Toyota, modello Yaris tg EH7226ZC; ad assicurarsi il prodotto, il profitto/prezzo del reato, trasportando con la medesima autovettura la refurtiva dalla gioielleria “Gala’’ sino all’abitazione di Russo Maria, fidanzata di De Fenza Maurizio. Con l’aggravante di aver commesso il reato per eseguirne od occultare un altro ovvero per conseguire o per assicurare a sé il prodotto od il profitto od il prezzo di un altro reato’’.

Maria Russo, compagna dell’omicida, è finita ai domiciliari “perché dopo la commissione dei reati da parte di De Fenza Maurizio e Battimolo Michele, interveniva per aiutare gli stessi nella fuga, nell’occultamento del corpo del reato e delle cose pertinenti il reato nonché nell’inquinare il quadro probatorio risultando determinante per l’elusione delle investigazioni dell’Autorità Giudiziaria e per l’assicurazione del profitto/provento della rapina. In particolare, successivamente alla commissione dei reati, aiutava De Fenza Maurizio; ad occultare la refurtiva proveniente dalla gioielleria della vittima Gala Salvatore; ad organizzare la fuga di De Fenza Maurizio per consentirgli di assicurarsi l’impunità. Con l’aggravante di aver commesso il reato per eseguirne od occultare un altro ovvero per conseguire o per assicurare a sé il prodotto od il prezzo di un altro reato’’.

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