Girava con il colpo in canna, arrestato giovane vicino al gruppo Carillo
La foto di Massimiliano Costagliola e della pistola sequestrata

Girava con il colpo in canna, arrestato giovane vicino al gruppo Carillo. Massimiliano Costagliola tentava di sfuggire all’arresto a Bacoli ma finiva in ospedale dopo la caduta dal motorino. Il 29enne aveva una pistola clandestina, arma rinvenuta dai Carabinieri della stazione di Monte di Procida. Il giovane, originario del quartiere Pianura e ritenuto vicino al clan Carrillo, era a bordo di uno scooter quando è stato individuato durante un posto di controllo in Piazzale Amedeo Maiuri a Bacoli. Costagliola non ha rispettato l’alt, infatti, ha tentato la fuga ma imboccando contromano la strada è finito contro un’auto che percorreva il senso di marcia opposto.

PISTOLA NASCOSTO SOTTO L’AUTO PARCHEGGIATA

Prima di rialzarsi, sperando di non essere visto, nascondeva sotto un’auto parcheggiata una pistola che portava nei pantaloni. Il movimento non sfuggiva ai militari che recuperavano l’arma e arrestavano il 29enne. La pistola era una Steyr M9 semiautomatica, calibro 9x19mm con matricola punzonata. Nel serbatoio 6 colpi, uno era già in canna. Costagliola trasportato in ospedale e poi in carcere. Per lui una ferita lacero contusa al polpaccio destro, ritenuta guaribile in 25 giorni. Costagliola finisce in manette e ora attende il giudizio in una cella del carcere di Poggioreale.

Lo scontro tra i Carillo e i Calone: Pianura spaccata in due

Gli investigatori sanno che il quartiere è criminalmente spaccato in due. Da una parte il gruppo Carillo (erede di quel che resta dei Pesce-Marfella) che da tempo sta cercando di riorganizzarsi e puntare contro i Calone, gruppo che ha preso il posto dei Mele prima dell’incarcerazione dei suoi capi. Si tratterebbe così dell’ennesimo capitolo di una guerra infinita. Proprio Antonio Calone da qualche tempo avrebbe preso le distanza dal suo ex alleato Umberto Loffredo, ras conosciuto nel quartiere con il soprannome di ‘Padre Pio’. Nei mesi precedenti Carillo era invece attribuito come particolarmente vicino al ras Maurizio Legnante ‘o taleban’, elemento di spicco del Rione Traiano.

La vicinanza tra i due era interpretata soprattutto in chiave anti-Calone, gruppo egemone nella zona di via Comunale Napoli. Scenario totalmente cambiato nelle ultime settimane con Legnante visto ‘camminare insieme’ ad elementi vicini ad Antonio Calone e Carillo palesemente isolato. Resta da capire anche il posizionamento dei gruppi di Pianura rispetto alle tensioni maturate nelle scorse settimane nella vicina Fuorigrotta e culminate con l’omicidio di Antonio Volpe, reggente dei Baratto-Volpe (leggi qui l’articolo).

Guerra di camorra a Pianura, due agguati in poche ore contro i Carillo

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