Nel riquadro la vittima Antonio Volpe

E’ un omicidio eccellente quello avvenuto questa sera a Fuorigrotta in via Leopardi nella zona comunemente chiamata ‘serpentone’. Ad essere ucciso dai killer il 77enne Antonio Volpe reggente dei Baratto-Volpe della zona (leggi l’articolo di lancio). A destare scalpore presso gli investigatori (indagini affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli) non solo il profilo della vittima indicata come un ‘pezzo da novanta’ della mala flegrea ma anche il luogo dove l’omicidio si è consumato. Chi ha ucciso Volpe sapeva dove trovarlo, sapeva come colpire: e chi lo ha ammazzato ha agito in quella che è riconosciuta come la roccaforte del gruppo che Volpe guidava.

Cognato di Antonio Bianco, sfuggì già ad un agguato nel 2005. Secondo le ultime informative delle forze dell’ordine Volpe era un soggetto molto attivo nel suo gruppo. Gruppo che a Fuorigrotta e dintorni è considerato molto attivo nel campo dell’usura. A Volpe in particolare veniva riconosciuto un ruolo di mediatore riconosciutogli dagli altri clan. Secondo alcune indiscrezioni quando lo scorso anno tra gli Iadonisi e i Troncone scoppiarono tensioni fu Volpe a creare le condizioni per una pax camorristica.

Le ipotesi al vaglio degli investigatori sull’omicidio di Antonio Volpe

Del gruppo dei Baratto-Volpe ci sono poi decine e decine di pagine di verbali del collaboratore di giustizia Genny Carra, ex colonnello nonchè uomo di punta della 44 del Rione Traiano (clan Cutolo). In un verbale del novembre del 2019 Carra fa diversi nomi di soggetti legati ai Baratto e in particolare quello dei soggetti impiegati nel campo dell’usura e delle scommesse clandestine:««Una volta davanti a me, vidi (…) consegnare una busta con dei soldi, li vidi contare quel denaro, c’erano in tutto cinquemila euro. Chiesi spiegazioni, omissis mi disse che aveva prestato 140mila euro e che ora ogni mese riceveva 5mila euro, con un tasso di interesse del 20 per cento».

 

Ma chi può aver ucciso Volpe? Per il momento tra gli investigatori c’è il massimo riserbo. Inizialmente si era pensato ad un possibile raid portato dai Cesi e dagli Iadonisi ma, secondo le ultime informative, quest’ultimi non avrebbero attualmente la forza militare per compiere un omicidio così eclatante nè per reggere alla possibile onda d’urto della reazione dei fedelissimi dei Volpe. Quello del 77enne è il secondo omicidio in meno di 24 ore a Napoli. Sabato scorso a morire a Ponticelli è stato Giulio Fiorentino, membro del neo gruppo degli ‘XX’ (leggi qui l’articolo). Da Ponticelli all’area flegrea un’unica linea diretta. Una linea rosso sangue.

SE VUOI RESTARE SEMPRE AGGIORNATO VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.