Ci sarebbe un minore tra i principali sospettati del raid costato il ferimento di Enrico Di Maio e Vincenzo Vaccaro qualche giorno fa in vico Lungo San Matteo. Il restauratore e l’operaio stavano effettuando dei lavori presso uno stabile quando si sono trovati sulla traiettoria dei colpi esplosi da un commando di almeno cinque persone. Al momento nessuna imputazione nè alcun indagato ma gli inquirenti sperano di stringere il cerchio nel più breve tempo possibile attorno ai responsabili. Sullo sfondo l’odio mai sopito tra i Verrano, i Valentinelli e i Mazzanti: questo quanto emerso in ambienti investigativi nelle ultime ore (leggi qui l’articolo precedente).

Le indagini dopo il raid ai Quartieri spagnoli: l’articolo precedente

Era un uomo legato alla famiglia Valentinelli l’obiettivo del commando entrato in azione l’altro giorno in vico lungo San Matteo ai Quartieri spagnoli. In quel momento su un ponteggio stavano lavorando l’operaio Vittorio Vaccaro e il restauratore Enrico Di Maio. I due si sono ritrovati sulla traiettoria dei proiettili, senza colpa, al posto sbagliato nel momento sbagliato. Già nella notte c’era stata una prima svolta relativa alle indagini con gli uomini della squadra mobile e quelli del commissariato Montecalvario che avevano fermato quattro persone ritenute vicine al gruppo Verrano: i quattro sono stati prelevati dalle loro abitazioni e subito rilasciati. Non risultano neppure indagati anche se inizialmente era trapelata la notizia del loro arresto. Non esistono elementi a loro carico e dunque sono potuti ritornare presso le loro abitazioni.

L’odio tra i Verrano e i Valentinelli

Secondo gli investigatori il reale obiettivo dell’agguato era un esponente del gruppo Valentinelli. Francesco Valentinelli proprio qualche settimana fa è stato condannato per l’omicidio di Gennaro Verrano, avvenuto proprio ai Quartieri nel novembre 2017. Gli inquirenti credono che l’odio sia il collante alla base della spedizione punitiva dell’altro giorno: un odio mai sopito nonostante la recente condanna. Resta da chiarire il ruolo di un altro gruppo che, secondo le informative delle forze dell’ordine, starebbe cercando di allargare i suoi affari nei quartieri, quello dei Mazzanti. Il figlio di Gennaro Verrano, Francesco, fu condannato proprio per l’omicidio di Mario Mazzanti. Una serie di vendette e risentimenti mai sopiti che potrebbero essere l’humus ideale di una nuova guerra che cova sotto le ceneri.

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