“Stavo cercando un parcheggio in via Generale Orsini, ero con la mia fidanzata, quando mi sono ritrovato una pistola puntata alla testa”.  Il giovane carabiniere che ha fatto fuoco contro Ugo Russo è ancora scosso dagli eventi quando si trova a raccontare tutto al magistrato.

Nel racconto del carabiniere, a Napoli per qualche giorno, ma in servizio in una caserma di Bologna, sono state ricostruite le immagini di un fulmineo tentativo di rapina finito in tragedia. Si è ritrovato accanto lo scooter con i due rapinatori, e quello che stava seduto dietro, appunto Ugo Russo, gli avrebbe puntato la pistola alla tempia ordinandogli di consegnare il Rolex che aveva al polso. In un primo momento  il giovane carabiniere avrebbe provato ad accelerare sperando di riuscire ad allontanarsi e sottrarsi così alla rapina, ma la sua auto si trovava già in una posizione dalla quale non avrebbe potuto immettersi nuovamente sulla strada. Inoltre, ha riferito il militare, ha avuto la chiara percezione che l’aggressore avesse inserito il colpo in canna, facendo scorrere il carrello posto sulla parte superiore della pistola. Soltanto a questo punto avrebbe deciso di reagire, non prima, però, di essersi qualificato, sperando in questo modo che i rapinatori desistessero. Poi ha estratto la pistola d’ordinanza e ha fatto fuoco.

I tre proiettili esplosi dal 23enne hanno centrato il 16enne al petto e al collo.

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