Emergono altri particolari sui rapporti tra gli imprenditori anticamorra e i Casalesi: “Erano vittime”

(Immagine di repertorio - archivio InterNapoli)

La vicenda dei fratelli Diana, premiati con il titolo di imprenditori anticamorra, continua a tenere banco nell’opinione pubblica e giudiziaria. I Diana, figli di una vittima di camorra del passato, sono proprietari della Erreplast, un’azienda attiva nel settore della lavorazione dei materiali plastici riciclati. I fratelli imprenditori, per tutti diventati un’emblema dell’anticamorra per le loro dichiarazioni e battaglie contro il clan dei Casalesi, si sono rivelati essere complici. Secondo le indagini, i Diana erano fiancheggiatori del clan, principalmente della paranza di Zagaria. Le dichiarazioni rilasciate da Antonio Iovine, però, hanno cambiato il punto di vista sulla vicenda. Secondo il boss, diventato collaboratore di giustizia, gli imprenditori erano “più vittime che soci di Zagaria”. Il padre, Mario Diana, fu ucciso nel 98 e, secondo Iovine, era già uomo di Bardellino. Dopo l’uccisione del padre, il clan decise di imporre un pizzo da 30mila euro annui. Quota che, dal 98, è sempre stata versata.