Reddito di cittadinanza, primo giorno tra intoppi ed errori. Poste vuote, più gente ai Caf

È praticamente vuoto l’ufficio postale centrale di Napoli, in piazza Matteotti, dove stamattina è scattata la richiesta del reddito di cittadinanza. Dall’orario di apertura pochissime persone hanno consegnato il modulo e non c’è alcuna coda.
I dirigenti dell’ufficio postale centrale spiegano che in vista del via delle richieste di reddito, oggi era stato modificato il turno, aumentando il numero impiegati agli sportelli per rispondere alle richieste dei cittadini.
Pochissimi cittadini si stanno recando per il reddito anche negli altri uffici postali napoletani, dal Vomero a Fuorigrotta. Più gente, invece, nei Caf dove si sono verificate file.

 

Reddito di cittadinanza: quanto vale e chi può chiederlo

 

Isee inferiore a 9.360 annui se si è single, un reddito familiare inferiore a 6.000 euro, un patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione non superiore a 30.000 euro, un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro, ma anche limiti sul possesso di auto e moto di media cilindrata: sono i requisiti economici che dovrà avere chi intende presentare da domani domanda per il Reddito di cittadinanza. La misura di contrasto alla povertà che insieme al sussidio economico prevede anche un percorso di inserimento nel mercato del lavoro che inizia con la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro di tutti i componenti della famiglia (a meno che siano minorenni, pensionati, disabili o impegnati in un’attività di lavoro o di studio) ha anche un requisito legato alla residenza. Potrà essere chiesto dai cittadini italiani o comunitari e dagli extracomunitari con permesso di lungo soggiorno residenti in Italia da almeno 10 anni (gli ultimi due in via continuativa). I requisiti economici sono legati a una scala di equivalenza che vale uno per il primo componente della famiglia, 0,4 per ogni altro componente maggiorenne e 0,2 per i minorenni con un limite massimo a 2,1. Quindi nel caso di una famiglia con due adulti e tre figli di cui due minori la scala di equivalenza sarà comunque 2,1 e il reddito familiare per avere l’integrazione al reddito non dovrà superare i 1.050 euro al mese (12.600 l’anno). Il Reddito di cittadinanza è un’integrazione al reddito familiare e potrà arrivare a 500 euro al mese (6.000 euro l’anno) per un single che ha un reddito pari a zero. Nel caso in cui la famiglia viva in affitto è previsto un contributo per l’affitto che può arrivare a 280 euro al mese. Per una famiglia con tre figli di cui due minorenni il beneficio potrà arrivare a 1.050 euro al mese nel caso di reddito uguale a zero. A questi si aggiungeranno fino a 280 euro se il nucleo vive in affitto. Se i componenti della famiglia hanno più di 67 anni il reddito di cittadinanza diventa pensione di cittadinanza. Il sussidio viene erogato per 18 mesi è può essere rinnovato dopo la sospensione di un mese. È necessaria la dichiarazione di immediata disponibilità e l’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che può prevedere attività di servizio alla comunità, per la riqualificazione professionale o il completamento degli studi nonché altri impegni finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale. I beneficiari del reddito hanno l’obbligo di comunicare all’ente erogatore entro quindici giorni, ogni variazione patrimoniale che comporti la perdita dei requisiti per il sussidio.

Procedura online a singhiozzo

Il primo giorno utile per fare domanda del reddito di Cittadinanza è arrivato e già dalle prime ore del mattino sono scattati i primi problemi. Se Caf e uffici postali da giorni temono il peggio, tra affollamenti, lunghe code e disagi, il servizio online per richiedere il reddito di cittadinanza non è stato da meno. Tra le 8 e le 10 infatti per i cittadini è stato impossibile poter effettuare la domanda online come promesso da Luigi Di Maio. Per accedere al form è necessario essere in possesso dello Spid, il sistema di accesso che consente di utilizzare, con un’identità digitale unica, i servizi online della Pubblica Amministrazione e dei privati accreditati. Un servizio offerto da gestori privati come Aruba o Poste Italiane. Ma fino alle 10 della mattina risultavano attivi solo quelli da Poste e da Tim Id mentre chi ha cliccato con lo Spid degli altri sette gestori non ha potuto accedere perché la pagina segnava ‘errore’. Più avanti nel corso della giornata il problema sembra essere stato risolto dalla maggior parte dei gestori, ma solo a singhiozzo.

Accedere alla domanda online non è affare di pochi clik, come spiegato nel video diramato dal governo. Bisogna innanzitutto affrontare il cunicolo di password, codici e passaggi tra smartphone e Pc che le piattaforme private impongono per attivare lo Spid. Un servizio gratuito per il cittadino che è disposto a recarsi negli appositi uffici per il riconoscimento de visu, a pagamento per chi invece preferisce il riconoscimento facciale via webcam. Nel secondo caso il costo del servizio è di circa 18 euro. Ma prevede un calvario di attese e connessioni interrotte. Bisogna armarsi di molta pazienza e alla fine lo Spid si attiva. Felici della conquista si accede al sito appostito per il reddito di cittadinanza istituito dal governo (www.redditodicittadinanza.gov.it). Sulla home campeggia la scritta: «Richiedilo online o scarica il modulo». Poi il cittaino può scegliere tra la procedura online o scaricando i moduli da consegnare a mano agli uffici postali o ai Caf. Fondamentale per la procedura è il possesso di un Isee aggiornato.

Scegliendo la strada dell’online si presenta la prima difficoltà: bisogna avere lo Spid 2, lo spid semplice non basta. Per attivarlo bisogna scaricare un’app sullo smartphone e via con l’inserimento di altri codici generati a tempo. Superato il nuovo ostacolo parte la compilazione del form. Se il propio gestore di riferimento al momento della compilazione online funziona, in 30 minuti circa va tutto in porto. Come promesso da Luigi Di Maio, al cittadino toccherà aspettare le verifiche dei requisiti da parte dell’inps e chi risulterà idoneo sarà contattato entro fine aprile per conoscere quando e in quale ufficio postale andare a ritirare la card sulla quale verrà caricato mensilmente il reddito. Questo per i fortunati della compilazione online, agli altri tocca non impazzire dietro i portali che funzionano ancora a singhiozzo. C’è bisogno di molta pazienza anche per 4 o 5 ore per riuscirci e chissà se non ci voglia meno tempo scaricando il modulo cartaceo e facendo la fila negli uffiici postali o nei caf che nelle prossime ore potrebbero essere presi d’assedio.