Rider aggredito a Capodichino, restano in carcere i quattro minorenni

Fermo convalidato per G.R. (difeso dall’avvocato Luca Mottola), R.M. (difeso dall’avvocato Carlo Ercolino), L.M. e V.B., i quattro minorenni (del gruppo di sei) protagonisti della rapina ai danni del rider Gianni Lanciato domenica scorsa a Calata Capodichino. La decisione è stata presa poco fa dal gip del tribunale dei Minori  – dott.ssa Ferrara – giunta al termine dell’udienza di convalida del decreto di fermo emesso per i reati di rapina aggravata in concorso. Alla base del provvedimento di decreto di fermo ci sono il pericolo di fuga ed i gravi indizi di colpevolezza raccolti dagli inquirenti. Tutto a partire da quel video choc che ha fatto in breve tempo il giro del web. Ieri era arrivata la decisione del gip Campoli che ha confermato il carcere per i due maggiorenni del gruppo, il 20enne Vincenzo Zimbetti e il 19enne Michele Spinelli, entrambi residenti al Terzo Mondo di Secondigliano.

Le indagini partite dalla visione dei filmati

Ed è proprio da quel filmato postato sui social che sono partite le indagini della Squadra Mobile di Napoli. Giovanni nella denuncia ha dichiarato che aveva appena effettuato una consegna a Miano con lo scooter intestato alla moglie. Mentre stava facendo ritorno a casa è stato accerchiato da due scooter con 3 ragazzi in sella. “Avevano una pistola probabilmente vera visto che era priva del tappo rosso e anche un coltello. Una volta avvicinatisi, il soggetto armato puntandomi la pistola all’addome, esclamava le testuali parole in dialetto napoletano “scinn ro mezz scinn” scendi dalla moto. A detta richiesta, decidevo di non scendere dal veicolo – racconta Gianni – cosa che faceva innervosire i soggetti i quali si scaraventavano tutti i quattro su di me prendendomi a calci e pugni. Dopo aver ricevuto numerosi colpi, mi scaraventavano al suolo ma anche in quella occasione non lasciavo la presa dello sterzo del motoveicolo.

Le indagini lampo

Dall’incrocio tra il racconto di Gianni, il video postato sui social e i filmati estrapolati dalle telecamere in strada gli agenti sono riusciti in breve tempo a risalire ai presunti autori del raid. Uno degli scooter aveva una targa contraffatta mentre l’altro era stato rubato alla mezzanotte del 2 gennaio. Attraverso la visione delle varie telecamere cittadini, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire il percorso fatto dopo la rapina. Si sono diretti verso via Limitone d’Arzano e Quadrivio di Secondigliano.

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