Risultati regionarie M5S top secret in Campania, montano le polemiche sulle esclusioni

C’è un silenzio tombale sui risultati delle regionarie in Campania del M5S. Mentre sono stati ufficializzati i risultati in Puglia, Toscana e Liguria, tutto tace sui risultati della nostra regione, Marche e Veneto. La motivazione di quanto deciso dai pentastellati sarebbe dovuta all’assenza di dell’indicazione di un candidato presidente. In Campania, ad esempio, non è ancora chiaro se il M5S correrà da solo o insieme al Pd. Negli ultimi giorni è saltato fuori prepotentemente il nome di Sergio Costa, ma questo implicherebbe la messa in disparte di Vincenzo De Luca. L’attuale Governatore ha però già annunciato che sarà lui il candidato del centrosinistra.

Le polemiche

In attesa di conoscere i risultati, montano le polemiche sulle esclusioni eccellenti. Da Nord a Sud, ci sono diversi nomi di esponenti attivisti del M5S fatti fuori all’ultimo minuto dalla candidatura. A Caserta sono stati esclusi a poche ore dall’inizio della votazione Alfonso Crisci di Arienzo, Giuseppe Campagnuolo di San Felice a Cancello e Luigi Cangiano di Carinaro. A Giugliano ad essere stato fatto fuori è Nicola Palma, consigliere comunale uscente. La sua esclusione ha fatto scalpore e diviso il gruppo di attivisti locali. Nelle ultime ore in suo sostegno ci sono stati tanti attestati di solidarietà. Alcuni attivisti hanno lanciato l’iniziativa “Una mail per Nicola Palma” per manifestare il disappunto sulla sua esclusione inviando una mail al Comitato di Garanzia del m5s “per chiedere la votazione del 20 febbraio per la Regione Campania, affinché  possa essere ripetuta, inserendo tra i candidabili anche l’avv. Nicola Palma”.

A far discutere sono anche i documenti richiesti per avere la candidatura.

“Il Movimento 5 Stelle mi ha chiesto di inviare un documento a scelta tra bollette, tasse pagate e assicurazione sulla vita per verificare l’autenticità del mio profilo su Rousseau. Tutto questo è assurdo”. A dirlo è l’attivista campano Vincenzo Sglavo, che racconta di aver ricevuto, il giorno 5 febbraio, questa mail, firmata da un generico “Lo Staff”, dall’indirizzo supporto@movimento5stelle.it: “Ciao, abbiamo bisogno di verificare la tua utenza di accesso al MoVimento 5 Stelle. Per farlo puoi mandarci uno dei seguenti documenti: una bolletta (acqua, luce, gas) degli ultimi tre mesi. Deve essere visibile l’indirizzo di residenza completo e la città, e il tuo nome e cognome; una ricevuta a te intestata delle tasse comunali pagate, al massimo di un anno fa; un documento attestante la validità di una eventuale assicurazione sulla vita a te intestata (es: ricevuta di pagamento)”, si legge nel testo della mail postata sui social.

Pensavo fosse una truffa – racconta Sglavo all’Adnkronos – e invece è tutto vero, ho verificato l’indirizzo ed è effettivamente collegato al M5S“. “Stiamo facendo anche noi le nostre verifiche dopo aver raccolto diverse segnalazioni dagli attivisti”, spiega sempre all’Adnkronos la deputata campana Marianna Iorio. “Se non risaliamo alla verità dei fatti, non possiamo dare nulla per certo. Ma questa cosa ci ha lasciati perplessi. Al momento, ripeto, abbiamo raccolto queste segnalazioni”.

“E’ assurdo – insiste Sglavo – che si chiedano le utenze di acqua, luce e gas per verificare un’identità, anche perché chi non ha utenze intestate difficilmente può farlo”. Basta andare sul Blog delle Stelle e fare una ricerca per verificare come in diversi post l’indirizzo supporto@movimento5stelle.it venga indicato come strumento di riferimento per la risoluzione dei problemi tecnici riscontrati dagli attivisti.

Alla fine mi sono rifiutato di inviare quei documenti richiesti“, prosegue l’attivista, il quale ieri ha ricevuto una nuova mail – questa volta dall’indirizzo noreply@movimento5stelle.it – dove si legge: “Gentile iscritto, non avendo provveduto ad inviare la documentazione necessaria alla verifica della tua utenza di accesso a Rousseau, come richiesto, lo stato del tuo account utente rimarrà ‘utente in fase di verifica’ così come segnalato dal bollino di colore giallo” che “si trova sulla schermata di Rousseau accanto al tuo nome. Ti informiamo quindi, che non avendo provveduto a fornire la documentazione necessaria, non potrai partecipare alla votazione prevista per domani (oggi, ndr) 20 febbraio 2020”. La votazione in questione riguarda la scelta dei candidati M5S alle regionali campane di maggio.

LA REPLICA DI ROUSSEAU – “La verifica dell’identità degli iscritti è per noi una priorità e per questo da anni abbiamo avviato un processo che prevede la richiesta di elementi necessari a dimostrare la propria identità – si legge in un post su Facebook dell’Associazione Rousseau – Per questo chiediamo di fornire una bolletta, una multa o altri documenti che solo le persone interessate possono possedere e se non in possesso vengono richiesti altri documenti”.

“Qualora gli iscritti non rispondano o non inviino alcun documento, l’account viene sospeso perché l’identità è considerata non verificata. Questo processo, usato anche dalle banche e da altri sistemi online, è anche regolamentato e si chiama KYC (Know Your Customer https://it.wikipedia.org/wiki/Know_your_customer, in italiano Conosci il Tuo Cliente). Può sembrare una procedura invasiva, ma in realtà è importante per tutelare sia l’iscritto che tutta la comunità. Gli iscritti, la loro identità e la regolarità di ogni votazione per noi è sacra e li tuteliamo con i sistemi più sicuri e innovativi”, aggiunge l’Associazione.

vincenzo sglavo e le richieste di rousseau