Saviano non gioisce per l’arresto di Marco di Lauro: “Tre fratelli pronti a comandare”

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Roberto Saviano è intervenuto sull’arresto di Marco di Lauro. Lo scrittore napoletano ha aspettato qualche giorno prima postare il suo pensiero sulla cattura del superlatitante. Inizialmente ha messo in rassegna gli storici arresti contro il clan: “Marco Di Lauro è stato arrestato in un quartiere periferico di Napoli, a Chiaiano, vicino a casa. Suo padre Paolo, il patriarca, era stato catturato a un chilometro scarso dalla villa di famiglia; suo fratello Cosimo, il principe ereditario, era stato arrestato al rione dei Fiori, nel cuore del feudo del clan; suo fratello Nunzio non si era spinto a più di mezzora d’auto da Secondigliano. Erano tutti lì, a casa loro, perché se un boss non è a casa sua, non sta più comandando”.

Dopo le manifestazioni di gioia delle ultime ore Saviano ha mostrato un certo disincanto ed ha tracciato il futuro del clan Di Lauro: “Oggi si festeggia l’arresto di un capoclan, ed è giusto esprimere soddisfazione per il lavoro delle forze dell’ordine, ma non si tiene conto che ogni giorno, ogni ora, ogni mese, ogni anno di latitanza di quel capo dimostrano che il territorio lo ha preferito allo Stato, e lo ha preferito perché lo Stato è lontano. Tutto il contrario dei boss, che anche quando non si mostrano fisicamente sono lì, nei loro quartieri, e fanno credere (riuscendoci) di condividere la medesima sorte dei suoi abitanti e di prodigarsi per far fronte a miseria e disagio. Si festeggia, ma nulla cambierà: per una testa che viene tagliata altre sono pronte a nascere. Marco è in prigione. – ha concluso nell’articolo pubblicato da La Repubblica – Pronti a prendere lo scettro (ma già garantivano la gestione) c’è il triumvirato dei suoi fratelli liberi: Vincenzo all’economia, Lello alla struttura militare e Ciro alla politica organizzativa. Sic transit gloria mundi“.