Secondigliano e Scampia. C’è un clan a conduzione familiare, la guida affidata a giovani leve

Cambiano rapidamente gli assetti nell’area nord di Napoli. Cambiamenti che in alcuni casi sono ‘all’insegna del vecchio’. Se la Vanella Grassi è ormai di fatto un ‘mostro a tre teste’, i Licciardi continuano a dominare tra Masseria Cardone e Don Guanella grazie ad un progressivo svecchiamento, anche al Monterosa le cose si evolvono, mutano. Con un occhio al passato. Secondo le ultime informative il gruppo sarebbe di fatto gestito dagli eredi diretti di Guido Abbinante, il famigerato ‘Papele e’ Marano’ per anni capo indiscusso della cupola facente parte del clan Di Lauro e poi del gruppo divenuto parte degli scissionisti specie dopo l’ultimo arresto di Antonio Abbinante avvenuto un mese e mezzo fa a Giugliano.

Una mina vagante, tra Secondigliano e Scampia. Cosìla Dda descrive il clan Abete- Abbinante-Notturno-Aprea a proposito dei rapporti all’interno della criminalità organizzata dell’area nord di Napoli e dei comuni limitrofi. È se è vero che la tregua con la stessa Vanella Grassi regge, scrivono gli inquirenti, è altrettanto vero che il desiderio delle giovani leve del gruppo è di riconquistare in tutto o in parte gli spazi perduti con la terza faida. Ormai non ci sono dubbi: i grandi sconfitti della cosiddetta ‘Terza faida di Scampia’, originari del Monterosa, hanno precisi legami con il tessuto criminale dell’hinterland partenopeo e in special modo a Qualiano. Un nuovo assetto che starebbe prendendo corpo però ormai non solo in provincia ma anche nei quartieri che hanno segnato la scalata al potere dei ras fedeli a Papele e ai suoi fratelli.