«Stavano per far scoppiare una guerra», le rivalità tra i due clan e la mediazione di quelli di Secondigliano

La morte di Vincenzo Priore riaccese lo scontro tra due dei maggiori clan dell’area nord, i Licciardi e i Lo Russo. Due ex affiliati ai ‘capitoni’, Luigi Mango e Gianluca Annunziata (quest’ultimo arrestato anche il relazione alla morte di Genny Cesarano), sono stati raggiunti la scorsa estate da ordinanza di custodia cautelare in carcere per quel delitto. Fondamentali le ricostruzioni fatte da diversi collaboratori di giustizia tra cui Luca Covelli, ex componente del gruppo di ‘abbasc Miano’ e persona dunque a conoscenza di ciò che avvenne quella maledetta notte.

«Quanto all’omicidio della Masseria Cardone avvenuto dopo la lite in discoteca posso dire che questo ragazzo è stato ucciso da Luigi Mango e Gianluca Annunziata, l’ho appreso da…». Nel verbale dell’interrogatorio dello scorso 11 giugno Covelli è ancora più preciso riferendo di come i Licciardi avessero manifestato la volontà di ‘punire’ i due responsabili. «Ho saputo di questo omicidio e del ruolo avuto da Mango e Annunziata dai miei compagni in relazione al ruolo svolto da Mango e dall’importanza che aveva raggiunto e del fatto che aveva ucciso questo ragazzo insieme a Gianluca e che Maria Licciardi voleva la loro testa ma intervenne Valerio Nappello, cognato di Luigi e lo salvò. Mi dissero anche che Luciano Pompeo era intervenuto presso Licciardi a difesa di Gianluca e li aveva convinti a graziarlo. Da quel momento Luigi e Gianluca acquisirono importanza all’interno del gruppo e in particolare diventarono persone di fiducia di Valerio Nappello e Luciano Pompeo».