Parco Verde di Caivano
Stesa al Parco Verde di Caivano

Stesa nel parco Verde di Caivano. I carabinieri della Compagnia di Casoria sono intervenuti in Viale Tulipano, all’interno del Parco Verde di Caivano dopo la segnalazione dell’esplosione di colpi d’arma da fuoco. Sul posto i militari, con il supporto dei colleghi del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, hanno rinvenuto 26 bossoli verosimilmente riconducibili a più di un’arma. Indagini in corso per identificare i responsabili. Nessun ferito. Per il momento non risultano danni a cose

Parco Verde di Caivano, la stesa

Si tratterebbe della classica “stesa”, andata in scena all’interno del complesso di palazzine popolari del Parco Verde, proprio nella parte centrale del Parco nei pressi di viale Tulipani.

Chiusura centro estivo

“Preoccupati e basiti per l’interminabile sparatoria di ieri sera, giovedì 8 luglio, abbiamo deciso di sospendere le attività del Gruppo Estivo. Il solo pensiero che qualche bambino possa essere coinvolto in un conflitto a fuoco ci terrorizza. Il Signore abbia pietà di noi”. Queste le parole di Don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde.

L’ultima maxi operazione nel Parco Verde, ritenuto sotto l’influenza criminale del clan Sautto-Ciccarelli, risale al maggio scorso: i carabinieri avevano eseguito 51 misure cautelari nei confronti di capi e gregari, dalle indagini che avevano portato all’ordinanza era emerso che l’area era sotto il controllo capillare del gruppo criminale, che provvedeva anche alla pulizia delle strade al posto del Comune, e che i boss intascavano anche 130mila euro al mese dal traffico di droga.

L’allarme ieri è arrivato alla centrale operativa dei carabinieri intorno alle 21:30. Di sera, ma in un orario in cui è ancora possibile trovare gente per strada, quando il sole è tramontato da poco. Al telefono, un cittadino segnalava che nel Parco Verde erano tornati a sparare, e che aveva sentito diversi colpi in viale Tulipano, traversa senza uscita di viale Margherita su cui affacciano una serie di “casermoni” popolari. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Casoria e quelli del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna per i rilievi e l’avvio delle indagini.

A terra i militari hanno rinvenuto 26 bossoli, di diverso calibro, anche per arma lunga. Ovvero: per il raid non sono state usate soltanto le pistole, ma anche dei fucili, con tutta probabilità dei mitra o dei Kalashnikov. Al momento non risultano danni o feriti. I colpi sarebbero stati quindi esplosi verso l’alto, nella dinamica classica di una stesa. Indagini in corso per capire se nelle vicinanze abitino dei pregiudicati ai quali potrebbe essere destinata l’intimidazione.

 

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