Da sinistra Arcangelo Abbinante e Giovanni Esposito

Completamente assolti dalle accuse. E’ questa la sorpresa giunta nelle scorse ore per Arcangelo Abbinante (dell’omonimo gruppo criminale del Monterosa) e per Giovanni Esposito ‘o muort (ex reggente dello stesso gruppo). I due erano imputati nel processo per l’omicidio di Emilio Forino. Delitto avvenuto durante la terza faida, nell’agosto del 2011. Forino si era allontanato dai Ferone per avvicinarsi ai Marino e quindi la sua morte venne chiesta da Ernesto Ferone e dallo stesso Vincenzo Pagano alle cinque famiglie. Questo omicidio portò alla marginalizzazione temporanea del gruppo criminale che operava nelle Case Celesti, fino a una spaccatura interna che poi fu segnata da un altro omicidio, quello di Ciro Nocerino nel settembre 2011. Emilio Forino seguì i suoi assassini in buona fede perchè pensava di ricevere una lieve punizione per i suoi dissapori con Ernesto Ferone ma a Casavatore gu ucciso il suo corpo lasciato sul marciapiede. Abbinante junior e Esposito (entrambi difesi dall’avvocato Claudio Davino) sono stati così assolti da ogni accusa dalla Corte d’Assise di Napoli (presidente Annunziata, a latere Sassone) grazie alle argomentazioni del loro legale che ha optato per il rito ordinario a differenza degli altri imputati (che avevano scelto l’abbreviato venendo comunque condannati). Scelta rivelatasi vincente.

Il pentito parla dell’omicidio di Casavatore

Il primo a raccontare ai magistrati cosa avvenne quel giorno a Casavatore fu Gianluca Giugliano, ex colonnello dei Marino delle Case celesti:“Commisi io l’omicidio di Emiliano Forino nel mese di agosto 2011. Così, la contrapposizione agli Amato-Pagano ebbe una sua consacrazione. La contrapposizione – ha aggiunto a verbale Giugliano – si ebbe con gli Amato-Pagano, che in cinque-sei mesi abbandonarono Secondigliano recandosi nella zona di Melito e Mugnano. Anche a Casavatore vi fu una scissione contro di loro, che ebbe una consacrazione quando io commisi l’omicidio di Forino che era allontanato dai Ferone. Dopo che sparai fu fatta una riunione nell’abitazione di Arcangelo Abete e in quella occasione fu detto ad Angelo Marino di non partecipare più ai summit. In sostanza la famiglia Marino veniva estromessa dal gruppo delle famiglie dominanti a Secondigliano”.

 

 

 

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.